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L’8 ottobre 2023 è la data dell’ultima gara su strada di Greg Van Avermaet. Proprio la Parigi-Tours, prima classica a vederlo vittorioso, ha sancito, dopo 17 stagioni, la fine della carriera del coriaceo corridore belga. Un’ascesa graduale, la sua, che lo ha visto piazzato numerose volte e poi autore del capolavoro olimpico a Rio 2016, a cui è seguito nella primavera successiva una straordinarie serie di vittorie nelle classiche con l’apoteosi alla Parigi-Roubaix. Il cruccio più grande, il Giro delle Fiandre, la classica che più ha amato e inseguito e dove ha ottenuto un incredibile serie di piazzamenti importanti senza, però, centrare il bersaglio pieno.

Vittoria nella classifica a punti alla Vuelta – Il primo risultato di prestigio di GVA è senza dubbio la vittoria in una tappa e nella classifica a punti alla Vuelta 2008 (anno del primo trionfo di Alberto Contador). Passato pro’ l’anno precedente, Van Avermaet si rende protagonista di una corsa molto regolare che gli permette di salire sul podio finale con la maglia di leader della classifica a punti. Proprio in quello stesso anno ottiene la prima top-ten (8°) al Fiandre.

Il passaggio alla BMC e la scomoda coesistenza con Gilbert – Dopo essere stati già compagni di squadra in seno alla Lotto, Van Avermaet e Gilbert si ritrovano nella statunitense BMC nel 2012 (Greg era approdato al sodalizio americano l’anno prima). Una coppia di uomini da classiche tra le più temute, eppure i due raramente riuscirono a fare vero gioco di squadra, correndo spesso più per far perdere l’altro. Nel 2011 GVA, dopo tre anni a secco di successi, vince la sua prima corsa a tappe (il Tour de Wallonie) e la sua prima classica (la Parigi-Tours).

Accarezza il sogno Fiandre, ma Boonen e Cancellara sono di un altro pianeta – Il Giro delle Fiandre è la corsa per antonomasia per un corridore belga, in particolare fiammingo. Il 2012 è nel drappello che insegue Boonen, Pozzato e Ballan (suo compagno di squadra in seno alla BMC) e si piazza 4°. Dopo lo straripante Tom Boonen, dominatore assoluto delle classiche del pavé 2012, ecco il leggendario rivale Fabian Cancellara a prendersi prepotentemente la ribalta nel 2013. Ma Van Avermaet lotta come un leone, terminando 7° al Fiandre e 4° alla Roubaix che salutano la seconda doublé Fiandre-Roubaix dello svizzero. Nel 2014 Greg è autore di un attacco generoso alla Ronde e poi si batte fin sulla linea del traguardo con Cancellara, uscendone battuto ancora una volta. Van Avermaet si avvicina alla trentina e sono molti quelli che sostengono che rimarrà un piazzato. Al mondiale di Ponferrada sarà 5°.

Podio Fiandre + Roubaix nel 2015 poi la svolta – Il 2015 sfiora ancora le grandi classiche del Nord, facendo 3° sia al Fiandre sia alla Roubaix, arrivando davvero vicinissimo al bersaglio pieno. Vince una tappa al Tour e proprio la Grande Boucle darà il là al periodo migliore della sua parabola.

La maglia gialla, poi l’oro olimpico ripaga tutti i sacrifici – Al Tour centra per il secondo anno consecutivo una tappa e conquista la maglia gialla. Un primato che detiene per tre giorni, prima di cedere lo scettro a Chris Froome, lanciato verso il terzo trionfo alla Grande Boucle. Subito dopo si va a Rio per le Olimpiadi e qui si materializza il capolavoro del roccioso corridore fiammingo, che va in fuga con altri, poi si stacca, insegue il gruppettino con Nibali, che sembra destinato a giocarsi la vittoria. Ma in discesa il siciliano cade rovinosamente lasciando sul selciato ogni speranza di medaglia. Davanti resta Rafal Maijka, ma proprio in vista del traguardo sul polacco tornano sotto Fuglsang e Van Avermaet, con quest’ultimo che vince nettamente nella volata ristretta. Di colpo, ma meritatamente, Greg Van Avermaet viene catapultato nell’olimpo con una medaglia d’oro pesantissima. A settembre vince in volata, superando Sagan, il G.P. di Montréal. Nella stessa stagione aveva vinto la Tirreno-Adriatico.

2017 fantastico con poker di classiche – Galvanizzato dal successo ai Giochi Olimpici, GVA si prepara come non mai per un 2017 da protagonista sognando le grandi classiche dei muri e del pavé. E cosa combina? Infila, una dietro l’altra, una quaterna incredibile: prima la Omloop Het Nieuvsblad (battendo per il secondo anno consecutivo Peter Sagan); poi, nel G.P. di Harelbeke supera il “nemico” Gilbert, con cui si è diviso proprio ad inizio stagione; quindi si prende di forza anche la Gand-Wevelgem, dimostrando una bulimia di successi veramente rimarchevole. Ed eccolo nelle corse che più ama. Al Fiandre deve subire la fuga per la vittoria di Philippe Gilbert, e lui si piazza secondo. Ma nell’Inferno del Nord è incontenibile arrivando a giocarsi il successo nel mitico velodromo di Roubaix con Stybar, Langeveld, Stuyven e un giovanissimo Gianni Moscon. La Roubaix è sua! Una serie vincente, Omloop-Harelbeke-Gand_Roubaix, mai riuscita prima a nessun altro. Addirittura fino all’ultimo chilometro è pure nel gruppo che si gioca la Liegi, poi nel gran giorno del poker di Valverde, cede e chiude 11°.

Maglia gialla per quasi mezzo Tour nel 2018 – Dopo un’altra primavera tra i primi della classe: 5° al Fiandre e 4° alla Roubaix, grazie al successo con la BMC nella cronosquadre, Van Avermaet torna, dopo due anni, in maglia gialla al Tour e, stavolta, vi rimane per 8 lunghi giorni. La sua popolarità cresce ancora, ma è l’inizio del declino. Giunto a 33 anni, comincia a sentire il peso dell’età. Difatti non toccherà più i livelli del biennio 2016 – 2017 e si avvia verso un finale con pochissimi acuti, l’ultimo di rilievo il G.P. di Montréal 2019. Ma il suo posto nel ciclismo belga degli anni 2010 se lo è meritato ampiamente.   

Di Ettore Ferrari

Sono nato a Catania il 14 aprile 1971. In redazione dicono sempre che sono troppo preciso, da qui il nomignolo "nessun capello fuori posto". Sono la "Memoria storica" del ciclismo.