Sarebbe un mondo fantastico se la sicurezza dei ciclisti venisse tutelata

È arrivato il giorno in cui l’UCI ha proibito la famosa posizione aerodinamica “accovacciati” sul manubrio, col peso in avanti e il busto appoggiato, per l’appunto, sul manubrio.
Questa postura, assunta dalla maggior parte dei professionisti, è volta ad acquistare velocità rapidamente in discesa ma, al contempo, espone il ciclista ad un rischio altissimo per la mancanza totale di controllo del mezzo. Di fatto, quando si sceglie di posizionarsi in quel modo si è impossibilitati ad intervenire in caso di imprevisto.
Io mi trovo in totale accordo con la presa di posizione dell’UCI perché è un pessimo esempio per i giovani, mi spiego:
È ovvio che Nibali, Froome, Sagan, ecc… riescano a scendere in questa posizione restando abbastanza sicuri, ma un allievo (15-16 anni) o un esordiente (13-14 anni) che prova ad imitarli? Posso dirvi per certo che ho saputo di ragazzi che, assumendo questa posizione, sono caduti a causa dell’incapacità di reazione.
Io stesso quando correvo l’ho provata e vi posso dare un feedback personale aggiuntivo su questa postura, non la usavo perché mi provocava un sovraccarico ai quadricipiti pari ad un piccolo sprint, quindi la reputavo controproducente perché a fronte di qualche km orario di velocità avevo dolore ai quadricipiti per i primi minuti in cui riprendeva a pedalare.
Sulla questione mi sento in accordo anche con le parole di Kwiatkowski, il quale ha affermato che “l’UCI dovrebbe guardare altre cose, prima di preoccuparsi della posizione”. Vero, sarebbe un mondo fantastico se la sicurezza dei ciclisti venisse tutelata partendo a monte nelle questioni (ricordiamo tutti gli incidenti dell’anno appena conclusosi, evitabili con un occhio di riguardo in più sulle organizzazioni) ma trovo questo provvedimento un buon inizio più che giusto“.

Il giudizio di Adriano Malori postato sui propri profili social.

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