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Il Tour de Vendee 2023 (1 ottobre) ha segnato l’ultima corsa su strada da corridore professionista di Peter Sagan. La notizia era stata data dallo stesso campione slovacco a gennaio scorso. Ma c’è ancora un sogno che il vulcanico Peter vuole ancora realizzare: correre per una medaglia ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, nella categoria mtb.

Funambolo in bici, vincente sin dall’esordio, è stato uno tsunami per spettacolo e fantasia – Peter Sagan passa giovanissimo tra i professionisti (dopo un assaggio nel 2009 con 3 vittorie in corse minori) a soli 20 anni nel 2010 con la Liquigas-Doimo. E fa capire subito di che pasta è fatto vincendo 2 tappe alla Parigi-Nizza, 1 al Romandia e 2 al Tour of California. Ma è la sfrontatezza con la quale corre e si diverte che colpiscono subito il mondo delle due ruote. Guascone, istrione, simpatico, mai banale, il giovanissimo e imberbe Sagan ha un talento fuori dal comune. Va forte ovunque, a parte la classifica delle corse a tappe e le cronometro che lo annoiano. Per il resto inizia una caccia ai successi parziali (e nelle classifiche a punti…) nei GT e nelle brevi corse a tappe incredibile. Lo attraggono tutte le corse di un giorno, in particolare la Sanremo e… il Mondiale.

Maglie verdi a ripetizione, le Monumento (e la Sanremo…) stregate, prima dell’esplosione a tutto tondo – Capace di battere anche i velocisti più forti del lotto internazionale, Sagan riesce a distircarsi anche sui percorsi più ostici riuscendo ad avere una continuità di rendimento ragguardevole. Il primo Tour nel 2012 ed è subito Saganmania con la sua prorompente esuberanza: vince 3 tappe e la prima di sette (!!) maglie verdi. Nessuno come lui alla Grande Boucle, supera il record di Eric Zabel (fermo a quota sei) vincendo in successione nel 2012-13-14-15-16-18-19! In tutto va a segno in 12 tappe. Straordinario il bottino anche al Tour de Suisse (il quarto giro a tappe per blasone), corso sempre per preparare il Tour, ma dove ha vinto ben 18 tappe (record assoluto) e ben 7 volte la classifica a punti. In tutto sono ben 37 le classifiche a punti portate a casa dallo slovacco. La Sanremo è adattissima a lui e lui la ama, la corteggia, la insegue, ma… le sfuggirà sempre e comunque. Partecipa sempre dal 2011, in tredici edizioni colleziona ben 9 top-ten: 2 volte secondo; 5 volte quarto; un sesto e un decimo posto. Ma anche le altre Monumento sembrano stregate, prima di entrare nel pieno della maturità atletica.

Tre gemme consecutive al Mondiale! – Richmond 2015 può definirsi uno spartiacque nella carriera di Sagan, che tramortisce il gruppo e tutti i favoriti con un’azione impressionante da finisseur che gli regala la prima maglia iridata a 24 anni. Seguiranno altri due centri iridati nel 2016 nel deserto di Doha e ancora a Bergen, in Norvegia, nel 2017 per un tris consecutivo mai riuscito a nessuno! Un record destinato a rimanere nella leggenda. Nel pieno della suo periodo migliore, Peter centra un paio di Monumento: il Giro delle Fiandre 2016 (stroncando l’ultimo Cancellara) e la Parigi-Roubaix 2018. Non vanno dimenticate anche 3 Gand-Wevelgem, 1 G.P. Harelbeke e il primo Campionato Europeo della storia.

Il declino rapido al cospetto dei giovani emergenti – Nel 2019, Sagan ha ancora 29 anni, ma dopo quasi un decennio a tutta inizia la fase calante, immediata ed inesorabile. a in tempo a salire sl podo de Campi Elisi al Tour per la settima (record) maglia verde. Corre il suo primo Giro d’Italia nel 2020, vincendo una tappa. Ritorna nel ’21 vincendo un’altra tappa e la maglia ciclamino. Ormai, la scena è tutta per i nuovi talenti emergenti, Pogacar, Evenepoel, Van der Poel, Van Aert, ecc. e lui rimane in sordina. Soltanto un successo nel 2022 e nessuno in quest’ultima stagione dove ieri al Tour de Vendée si è attaccato per l’ultima volta il numero di corsa. Adesso spazio alla mountain bike con il sogno a cinque cerchi di Parigi 2024. Buona vita Peter, ci hai fatto divertire!

Di Ettore Ferrari

Sono nato a Catania il 14 aprile 1971. In redazione dicono sempre che sono troppo preciso, da qui il nomignolo "nessun capello fuori posto". Sono la "Memoria storica" del ciclismo.