di Giuseppe Girolamo

Davide contro Golia. La fragilità del solitario Taco Van der Horn contro la forza del gruppo. Un braccio di ferro conclusosi con la vittoria di Davide su Golia. Successo dell’olandese sul traguardo di Canale. Una vittoria accompagnata dall’urlo liberatorio subito dopo aver oltrepassato la linea di arrivo. Primo centro stagionale per Il 27enne portacolori della Intermarchè Wanty Gobert.

Il rammarico di Cimolai – Frazione caratterizzata dalla fuga di otto uomini. I battistrada viaggiano di comune accordo, ma non riescono mai ad acquisire un margine importante rispetto al gruppo. Il plotone è ben vigile con la Bora Hansgrohe di Peter Sagan a dettare il ritmo. Lo slovacco è in cerca del secondo successo al Giro dopo quello di Tortoreto del 2020. La sorte dei fuggitivi sembra dunque segnata col gruppo pronto a rientrare nei chilometri finali. Davanti gli otto si sfaldano. Al comando resta solitario Van der Horn. Il gruppo riacciuffa a uno a uno tutti i combattivi di giornata, ma ancora non ha rintuzzato su Van der Horn. I chilometri passano. Il fuggitivo perde secondi su secondi. Il suo destino sembra segnato e invece riesce a trovare nuove energie. Il gruppo lo ha nel mirino. L’obiettivo si avvicina sempre più. La rincorsa del gruppo sembra poter aver successo, ma la lepre Van der Horn non vuole farsi rovinare la giornata. Tiene duro e alla fine riesce ad aver la meglio sul branco. La volata dei battuti è vinta da Davide Cimolai. Grande rammarico per l’alfiere della Israel Start Up mai così vicino al successo in una tappa al Giro. Il terzo posto di Sagan conferma l’ottimo stato di forma del tre volte Campione del mondo.

La classifica generale non subisce scossoni con Filippo Ganna sempre al comando.

Di Giuseppe Girolamo

Sono siciliano, anche se sono nato (per puro caso) a Torino il 28 giugno 1973. Perchè scrivo di ciclismo? Perchè da corridore ero troppo scarso! Addetto stampa e organizzatore di eventi sportivi e culturali. Per info: giuseppegirolamo@gmail.com