di Ettore Ferrari

Prima vittoria da professionista col botto per Lorenzo Fortunato! L’atleta bolognese conquista la mitica vetta dello Zoncolan, dopo avere staccato gli altri protagonisti della fuga di giornata. La lotta per la Generale vede finalmente allo scoperto Simon Yates, che vola via con Bernal nel tratto conclusivo. Poi, la maglia rosa accende il gas e conquista altri secondi preziosi su tutti aggiungendo un mattone importante per la corsa al successo finale. Salta definitivamente Nibali, giunto a 12’04”.

La tappa del kaiser – La giornata di oggi è incentrata sulla terribile ascesa finale sulle Alpi Carniche. Partenza da Cittadella per la 14esima fatica del Giro 104 con la solita fuga che oggi è animata da 11 corridori: Bauke Mollema e Jacopo Mosca (Trek Segafredo), Andrii Ponomar (Androni Giocattoli Sidermec), Jan Tratnik (Bahrain Vitcorius), Remy Rochas (Cofidis), Vincenzo Albanese e Lorenzo Fortunato (Eolo Kometo), George Bennett ed Edoardo Affini (Team Jumbo Visma), Nelson Oliveira (Team Movistar), Alessandro Covi (UAE Team Emirates). Un Giro che, finora, ha premiato il coraggio degli attaccanti, che sono andati a segno in metà delle tappe (6 su dodici, la prima era una cronometro). Anche oggi la fuga prende ampio margine e giunge ai piedi della salita conclusiva con oltre 6’ sul gruppo.

Forcing Astana, poi la Ineos prende il timone – La formazione che ha in Aleksandr Vlasov il leader (2° nella Generale) tira con Gorka Izagirre e il veterano Luis Leon Sanchez. Intanto in testa alla corsa, sulle prime rampe dello Zoncolan i primi a staccarsi sono Affini (secondo ieri) e Mosca, che hanno fatto un gran lavoro per i propri capitani Bennett e Mollema. Sono 14,1 km all’8,5%, ma gli ultimi 3 km sono sopra il 20% con punte addirittura del 27%! Rimane da solo lo sloveno Tratnik (vincitore di una tappa al Giro 2020). In testa al gruppo la Ineos-Grenadier prende decisamente il comando delle operazioni nel momento in cui Tratnik passa al cartello dei -8. Gianni Moscon, Jhonatan Narvaez, Jonathan Castroviejo e Daniel Martinez (che è in top-ten) sono i pretoriani della maglia rosa. Risale Lorenzo Fortunato che ai -7 riprende il corridore al comando. Nibali si stacca! Il cedimento del messinese è impietoso, il vincitore di 2 Giri d’Italia dice addio alle residue possibilità di lottare per una classifica degna del suo curriculum. Sotto i colpi della Ineos, il gruppo perde vagoni chilometro dopo chilometro.

Fortunato si invola nella nebbia e raggiunge la gloria – Ai -2,3 il portacolori della Eolo (che ha in Ivan Basso il suo mentore, vincitore sullo Zoncolan nel 2010) stacca nella nebbia Tratnik, che si appesantisce sulla bici. Bella l’azione del 25enne bolognese al suo primo Giro d’Italia.

Yates esce allo scoperto per la prima volta, Bernal c’è! – Simon Philip Yates esce finalmente allo scoperto in questo Giro dopo due settimane di gara. Il britannico scatta e solo Bernal gli si appiccica a ruota. Evenepoel aveva già mollato, Vlasov paga, mentre si difende un sempre grande Damiano Caruso. Fortunato conclude la sua impresa precedendo di 26” Tratnik, poi è la volta di Covi a 59”. Bernal con uno scatto irresistibile stacca Yates e termina quarto, guadagnando 10″ sull’avversario. Gli altri pagano distacchi superiori: 39” Caruso con Dani Martinez e Ciccone; 44” Dan Martin; 46” Buchmann; 54” Carthy; 1’02” Bardet; 1’12” Vlasov; 1’30” Evenepoel. In classifica, Egan Bernal è sempre più rosa, ma risale in seconda posizione un sornione Simon Yates a 1’33”. Caruso mantiene il podio con un ritardo di 1’51”, poi Vlasov a 1’57”, Carthy a 2’11”, Buchmann a 2’36”, Ciccone a 3’03”, Evenepoel a 3’52”, Dani Martinez a 3’54” e Bardet a chiudere la Top-10 a 4’31”.

Di Ettore Ferrari

Sono nato a Catania il 14 aprile 1971. In redazione dicono sempre che sono troppo preciso, da qui il nomignolo "nessun capello fuori posto". Sono la "Memoria storica" del ciclismo.