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Il rilancio di Nibali e la bocciatura di Aru

di Giuseppe Girolamo

La Trek Segafredo ha scelto gli otto uomini per il Tour de France, tra loro c’è anche Vincenzo Nibali. Anche la Qhubeka Assos ha fatto le sue scelte per la gara francese, lasciando fuori Fabio Aru.

Nibali respinge al mittente le critiche piovutegli addosso dopo il Giro d’Italia. Il siciliano va avanti per la sua strada, dritto come un treno, rispettando quelli che erano i programmi di inizio stagione. Il Tour prima della gara in linea dei Giochi Olimpici. Rimane Tokio il suo grande obiettivo per la stagione.

Aru merita davvero un discorso a parte. Il sardo nelle ultime stagioni sembra l’ombra di quello visto nei suoi primi anni da professionista, quando duellava con i grandi al Giro e al Tour, capace di vincere una Vuelta a Espana. Poi l’eclisse. Aru scompare. Infortuni e scelte discutibili lo relegano in posizioni di rincalzo. Tre anni alla UAE Emirates lasciano solo prestazioni sottotono. Nel 2021 si attende il riscatto: Aru in inverno ritorna al ciclocross e trova una nuova maglia, quella della Qhubeka Assos. I cambiamenti, però, non portano i benefici sperati. Rinuncia prima al Giro d’Italia e adesso anche al Tour de France. Aru resta al palo. Non riesce a schiodarsi da una situazione di stallo. E per il momento nessuna luce si intravede in fondo al tunnel.

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