Zoetemelk il campione della longevità

di Ettore Ferrari

Diventare campione del mondo a 39 anni, vincere l’Amstel Gold Race a 41, e ancora vincere il Tour de France a 34, la Vuelta a 33… sono i numeri di un campione che ha attraversato quasi 20 anni di sfide, coprendo tutti gli anni Settanta e quasi tutti gli Ottanta sempre ad altissimi livelli con una costanza di rendimento davvero rimarchevole. Stiamo parlando di Joop Zoetemelk, il “vecchio” forse più vincente (assieme ad Alejandro Valverde) della storia del ciclismo, che oggi compie 74 anni.

Primo Tour ed è già sul podio – Annunciato dal successo beneaugurante al Tour de l’Avenir 1969, l’olandese Hendrik Gerardus Joseph, per tutti “Joop”, Zoetemelk passa professionista all’alba del 1970 a 23 anni. Si distingue subito per una straordinaria regolarità che, unita ad una grinta al servizio di un fisico inossidabile, saranno le prerogative di tutta la sua carriera. Siamo in piena era Merckx, e il “cannibale” vince in scioltezza il secondo dei suoi cinque Tour, firmando la prima accoppiata con il Giro. “Zoet” è 2° a 12’41”, primo dei terrestri. Inizia così il suo lungo feeling con la grande corsa a tappe francese. Ma per lui ci sarà la sfortuna di imbattersi nei due più grandi campioni per palmarès di ogni epoca: prima Eddy Merckx e poi Bernard Hinault! Contro questi mostri, Joop il regolarista combatterà con ardore e tenacia, in silenzio ma con stoica determinazione. Sono ben 6 i secondi posti alla Grande Boucle! Un primato incredibile, nel ’70 e ’71 dietro Merckx; nella maturità spunta Hinault che lo batte nel ’78, ’79 e ’82; in mezzo anche il secondo posto dietro lo scalatore Lucien Van Impe (’76). Ma la costanza e il sacrificio vengono premiati nell’80 quando, al decimo assalto, complice la clamorosa uscita di scena di Hinault per una tendinite, riesce a coronare il suo sogno sfilando a Parigi in maglia gialla, 12 anni dopo Jan Janssen (unici olandesi ad aver vinto il Tour). Complessivamente, ben 16 partecipazioni e, oltre al trionfo e ai sei podi menzionati, è stato tre volte quarto, una volta quinto e una volta ottavo. Ha sempre portato a termine la corsa, anche negli ultimi anni, in cui è uscito dalla top-ten.

Non solo Tour, quasi 200 vittorie in 18 stagioni! – Seppure il Tour abbia tatuato la sua parabola, Zoetemelk è stato uno dei tanti campioni di quell’epoca che vinceva e si piazzava da febbraio ad ottobre. L’altro GT vinto fu la Vuelta a Espana 1979 (e forse fu quel successo a convincerlo di poter ancora realizzare il sogno Tour), ma prestigiosi anche le 3 Parigi-Nizza e svariate corse a tappe di breve durata. Forte a cronometro, in salita e sul passo, aveva nello spunto in volata il tallone d’achille (altrimenti chissà quante altre vittorie…). Non venne mai al Giro d’Italia, e questa rimane una pecca (come per Ocana e Poulidor), perché nella corsa rosa sarebbe stato sicuramente un candidato al successo. Da sottolineare le vittorie in classiche come la Freccia Vallone 1976, due G.P. d’Autunno (1977-79) e nell’Amstel ’87. In tutto, 196 vittorie (compresi i criterium), davvero un bel bottino, altro che eterno piazzato! O meglio, grande piazzato, ma anche un vincente.

Campione del mondo a 39 anni, bello scherzo vecchio Joop! – Campionato del mondo 1985, in Italia (circuito del Montello in Veneto), un gruppetto si gioca la maglia iridata. Scalpitano Greg Lemond e Moreno Argentin, ma nelle pieghe del drappello viaggia il “nonno” olandese che, protetto da due compagni di squadra, piazza la stoccata prima dello striscione dell’ultimo chilometro. Argentin e Lemond si annullano a vicenda e Zoetemelk va a vincere tra la sorpresa di molti. È il premio (alla 15esima partecipazione!) ad una carriera infinita, a mille battaglie, dopo aver attraversato quasi quattro lustri della storia a pedali.