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Una Nazionale convincente ad Alkmaar

Dieci volte tra i primi cinque al traguardo: 4 ori, 1 argento e 4 bronzi. Questo il borsino della selezione italiana ai campionati europei di ciclismo su strada di Alkmaar, in Olanda, tenutisi dal 7 all’11 agosto. Meglio soltanto la selezione olandese con un totale di 10 medaglie (5 ori, 2 argenti e 3 bronzi) e 15 piazzamenti tra i primi cinque nelle 13 corse (ivi compresa anche la staffetta mista).

Nella cinque giornate olandese la nostra compagine è stata autrice di una prova eccezionale per qualità e soprattutto per costanza. In ogni categoria la nazionale italiana, infatti, ha riempito la saccoccia con almeno un metallo, iniettando fiducia in tutto l’ambiente ciclistico nostrano per il presente e per il futuro.

I primi risultati arrivano già nella prima giornata dei campionati. Per la categoria donne U23, con un tempo di 29′ e 59”, è la 20enne Elena Pirrone che sale sul terzo gradino del podio, alle spalle della teutonica Hannah Ludwig, oro, e della russa Maria Novolodskaya, argento. Ma è nella prova a cronometro della categoria juniores uomini che la selezione italiana mette nel forziere olandese il primo oro. Andrea Piccolo, lombardo classe 2001, infatti, con un tempo di 26′ e 52” chiude al primo posto lasciandosi alle spalle gli olandesi volanti Lars Boven ed Enzo Lejnse, rispettivamente secondo e terzo. Interessante risultato nella prova contro il tempo donne juniores il quarto posto di Camilla Alessio a soli sei secondo dal podio.

Nella seconda giornata di campionati a muovere le pale dei mulini olandesi di Alkmaar durante la prova élite contro il tempo contribuiscono anche le masse d’aria spostate dalle trenate di Edoardo Affini, 23enne mantovano sotto contratto con la Michelton-Scott e già campione europeo di specialità lo scorso anno nella categoria U23. La locomotiva mantovana si piazza al terzo posto alle spalle del 19enne prodigio belga Remco Evenepoel, oro, e del danese Kasper Asgreen, argento. A un solo secondo da Affini chiude la prova contro il tempo al sesto posto una delle nostre frecce migliori su pista, Filippo Ganna.

Il raccolto della terza giornata, in termini di medaglie, non è esaltante per gli uomini tanto quanto lo è, invece, in termini prospettici. Andrea Piccolo, magentino figlio del nuovo millennio, infatti, termina al terzo posto la prova in linea della categoria juniores, dietro all’ucraino Andrii Ponomar vincitore per distacco e al tedesco Maurice Ballerstedt che la spunta in volata sul nostro. Eccezionale contro il tempo, passista adatto anche alle salite, dotato di spunto veloce in gruppo ristretto e ammiratore di Vincenzo Nibali al quale si ispira, Piccolo, unico bimedagliato italiano in questi campionati, conferma così le voci che lo annunciavano come astro nascente del nostro ciclismo. Per le donne, invece, è giornata di gloria. Letizia Paternoster, infatti, regala alla selezione italiana femminile l’unico oro di questi campionati. Nella prova in linea della categoria U23 la trentina fenomeno della pista vince la corsa regolando in volata la polacca Marta Lach e l’olandese Maria Lonneke.

Nel giorno di San Lorenzo, il quarto dei campionati, le stelle per l’Italia non cadono ma volano, non si esauriscono bruciando nell’atmosfera, ma bruciano piuttosto l’asfalto olandese e ruote avversarie. Per le donne nella prova in linea élite è Elena Cecchini a cogliere uno stupendo secondo posto dietro l’olandese Amy Pieters e davanti alla tedesca Lisa Klein. Per gli uomini è il 21enne Alberto Dainese a brillare nella prova in linea U23. Il ciclista veneto, per il quale le strade del WordlTour si apriranno grazie al recente contratto con il Team Sunweb, si è letteralmente levato di ruota gli avversari, producendosi in una volata imperiosa. Di rilievo nella stessa prova la condotta di gara del figlio d’arte Alexander Konyschev, il quale, in fuga per buona parte della gara, viene riacciuffato solo a 1.800 metri dal traguardo.

Nell’ultima gara dei campionati, la prova in linea élite uomini, è Elia Viviani che infiamma il pubblico italiano del ciclismo. Mentre tutti lo attendevano all’ultimo chilometro a sgominare tra gli avversari per un posto buono in vista della volata, Viviani spiazzando tutti, a trenta dall’arrivo, va via assieme al belga Yves Lampaert, compagno di squadra alla Deceuninck Quick Step, e al teutonico Pascal Ackermann. Tra i due compagni di fuga, il più veloce è il tedesco, colui invece che meglio tiene il passo, il finisseur, è il belga. È proprio Lampaert, infatti, a pochi km dal traguardo a tentare il colpaccio. Di tutta prima Viviani resta con Ackermann, facendo trattenere il fiato a tutti per qualche secondo, ma accortosi che le gambe del tedesco ormai girano la metà delle sue, con uno scatto secco riprende il belga. In volata non c’è storia, Elia è campione europeo!

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