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Trentin e i post sulla multidisciplinarità

Sembra una battaglia personale. Matteo Trentin in questi ultimi giorni sta continuamente martellando sui propri profili social, proponendo giorno dopo giorno post a favore della multidisciplinarità. Il ciclista veneto lo fa sottolineando come i vincitiri delle prime tappe del Tour de France abbiamo svolto o svolgono regolarmente, oltre all’attivita su strada anche quella della pista, del ciclocross o della mountain bike.

Il Campionissimo – Nel ciclismo solo chi non è attento conoscitore della materia può ignorare quanto sia importante il concetto di multidisciplinarità, infatti già ai tempi di Fausto Coppi si usava svolgere regolarmente attività non solo su strada, ma anche su altri terreni di gara. Il campione di Castellania infatti – nella sua gloriosa carriera su strada – trovò tempo e modo di vincere i Mondiali di inseguimento su pista nel 1947 e nel 1949, oltre a numerosi titoli nazionale. Il Campionissimo, tanto per non farsi mancare niente, partecipava con regolarità anche alle Sei Giorni e una riuscì anche a vincerla, quella di Buenos Aires, in coppia con Jorge Batiz.

La multidisciplinarità non è stata solo prerogativa di Coppi, ma anche di altri campionissimi del passato come Jean Robic, Rik Van Steenbergen, Eddy Merckx, Francesco Moser, Roger De Vlaeminck, solo per citare qualche nome a caso.

Wouter van Aert
Wout Van Aert (classe 1994) tre volte campione del mondo di ciclocross

Nei tempi moderni assistiamo a veri e propri talenti nati e cresciuti su bici diverse da quelle della strada, tra questi ci piace ricordare i nomi dei bikers Peter Sagan e Egan Bernal, dei ciclocrossisti Mathieu Van der Poel e Wout Van Aert.

Viviani e la pista – La campagna a favore della multidisciplinarità di Matteo Trentin è proseguita anche dopo la vittoria di Elia Viviani a Nancy: “Quindi ieri ha vinto un altro ex crossista (Alaphilippe) e oggi il pistard Elia Viviani ha fulminato tutti! Pare che la multidisciplina da giovani non faccia poi cosí male!!“.

La multidisciplinarità per Trentin sembra essere diventata una vera ossessione, questo è un dato oramai inconfutabile, dunque, se tanto ci da tanto, il prossimo anno vedremo l’attuale campione europeo su strada cimentarsi sui più importanti campi gara di mountain bike, prove su pista e ciclocross, specialità quest’ultima che lo ha visto campione italiano juniores nel 2007.

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