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Sui Pirenei bis di S.Yates – Pinot e Landa mettono alle corde Alaphilippe

Spettacolo nell’ultima tappa pirenaica al Tour con il successo a Prat d’Albis di Simon Yates (che non cura la classifica), che coglie il secondo successo parziale dopo l’acuto a Bagnères de Bigorre. Sull’ultima salita, si scatena Thibaut Pinot (vincitore ieri) che mette alle corde Alaphilippe, e con Landa (che aveva attaccato prima) recupera terreno alla maglia gialla. Domani secondo e ultimo giorno di riposo, prima dell’ultima settimana del Tour più incerto del Terzo Millennio.

Cronaca – Quindicesima fatica oggi sulle strade francesi, ultima giornata sui Pirenei, in quella che è l’autentico tappone con ben 4 colli, il primo di seconda e poi tre di prima categoria compreso l’arrivo. Da Limoux a Prat d’Albis (185 km). Velocità elevata e subito tentativi per portare via la fuga. Alla fine si forma il solito gruppo folto, nel quale troviamo tanti nomi illustri come Nibali, Quintana (uscito con le ossa rotte ieri e divenuto di colpo terza linea in casa Movistar, dietro Landa e “nonno” Valverde”), Mollema, Ciccone, Bardet, Simon Yates, Woods, Lutsenko, Bilbao.

Mas alla deriva – Innumerevoli gli scatti tra i primi, poi la situazione si delinea sul penultimo gpm (Mur de Péguère) con il gruppo principale che si sfalda. Davanti resta Simon Geschke, mentre Nibali, ancora una volta, si lascia sfilare. Intanto, si consuma il dramma di Enric Mas, il giovane talento iberico (classe 1995) 2° all’ultima Vuelta era partito con l’intento di fare classifica e due giorni fa era anche riuscito a scalzare Bernal dal primo posto della classifica dei giovani. Ma ieri e soprattutto oggi il portacolori della Deceuninck  si stacca e abbandona ogni speranza.

Landa all’attacco – Nel tratto più duro del Mur de Péguère, allunga Mikel Landa! In vetta alla salita Geschke transita primo, ma alle sue spalle c’è Simon Yates, che riprende il battistrada e assieme si tuffano nella lunga discesa che porta ai piedi dell’ultima asperità. Mancano 38 km alla conclusione e poco dietro c’è un quartetto con uno scalpitante Bardet (uscito di classifica ieri), Nairo Quintana, Reichenbach e Lutsenko. Landa trova per strada il fido Soler, mentre davanti c’è ancora Amador, altro scudiero della formazione spagnola. Aggiornamento ai -33: la coppia Yates-Geschke ha 27” sul quartetto inseguitore, poi altri corridori della fuga iniziale, quindi Soler e Landa a 2’12”, il gruppo maglia gialla a 2’47”. Soler e Landa riprendono Amador e riescono a portare il vantaggio sul gruppo dei big a 1’10”.

Yates molla Geschke – Sono 11,8 km (6,9%) di salita e Mikel Landa perde quasi subito prima Amador e poi Soler e si lancia tutto solo all’inseguimento del gruppetto alle spalle dei primi. Yates rompe gli indugi (-8,7 km) e con uno scattino lascia sul posto Geschke nella nebbia dei Pirenei. Landa, intanto, riprende Quintana & co. e li lascia al loro destino. Sempre mani basse sul manubrio per il basco che cerca di recuperare posizioni nella Generale.

Pinot scatta a ripetizione! – La corsa esplode anche dietro dove Thibaut Pinot scatta a ripetizione. La maglia gialla risponde con grande fatica, assieme a Buchmann e Bernal. Dietro resta un plotoncino con Thomas, Poels, Kruijswijk e Valverde. Lo corsa sale d’intensità per merito di uno straripante Pinot, che mette alle corde Alaphilippe, costretto a cedere! È il primo momento di difficoltà in questo Tour per il campione francese. Pinot scatta continuamente (come all’ultimo Lombardia quando mise al tappeto Nibali) e anche uno scalatore puro come Egan Bernal, alla fine, deve mollare. Il capitano della Groupama-Fdj riprende Landa nel finale! Intanto Simon Yates si prende con pieno merito il secondo successo di tappa e, forse, qualcosa si potrà recriminare in casa Mitchelton-Scott se invece di puntare sul gemello Adam (ancora una volta respinto in un GT) si fosse puntato per la classifica su Simon che, non dimentichiamolo, lo scorso anno dominò due terzi di Giro d’Italia e poi vinse la Vuelta a Espana.

Alaphilippe resiste in giallo, ma perde terreno – Pinot e Landa chiudono a 33” (guadagnando abbuoni); poi Buchmann e Bernal a 51”; il sorprendente Lennard Kamna a 1’03”, poi Thomas, Kruijswijk e Valverde a 1’22”; Porte a 1’30”; Alaphilippe, esausto, a 1’49”. La classifica è ora più corta con Julian Alaphilippe ancora in giallo con 1’35” su Geraint Thomas, 1’47” su Steven Kruijswijk e 1’50” su Pinot; Bernal quinto a 2’02”, sesto Buchmann a 2’14”; poi uno stacco netto con Mikel Landa, settimo a 4’54”, e l’irriducibile Alejandro Valverde ottavo a 5’. Fabio Aru, 17° a 14’15”, è il primo degli italiani.   

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