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Smorfie e grinta al Tour: i destini simili di Voeckler e Alaphilippe

Julian Alaphilippe è andato davvero vicino alla vittoria della 106esima edizione del Tour de France. I francesi hanno creduto di poter ritornare sul podio più alto dei Campi Elisi dopo Bernard Hinault, vincitore nel 1985 della sua quinta volta alla Grande Boucle.

Tour 2011 – Alaphilippe per vicende e comportamento di gara ricorda molto il Thomas Voeckler del 2011. Anche in quella edizione i cugini transalpini avevano sognato di compiere l’impresa, affidandosi alla grinta e alle smorfie di Voeckler, in maglia gialla per nove giorni, poi ceduta nella 19esima frazione, a Andy Schleck. Il vincitore di quella edizione fu Cadel Evans, con Vockler in quarta posizione ad appena 50” da Frank Schleck, terzo classificato alle spalle del fratello Andy.

Alaphilippe e Vockler sono differenti per caratteristiche e anche per palmares: più corposo quello di Alaphilippe, nonostante ancora la sua giovane età. Nella difesa della maglia gialla, però, i due sono molto simili; come dimenticare, infatti, le smorfie dei due galletti francesi: nel massimo del loro sforzo riuscivano a far trasparire dal proprio volto tutto l’orgoglio di voler tenere a ogni costo il simbolo del primato della corsa di casa. Incitati dai propri connazionali Alaphilippe e Vockler sono stati in quei giorni gli eroi di un Paese che da quel 1985 è ancora alla ricerca del nuovo messia, perché per i francesi il Tour è quasi una religione.

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