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Schurter nella storia: arriva la settima Coppa del Mondo

Con la Coppa del Mondo già assegnata dopo la vittoria di Schurter nello “short circuit” di venerdì, complice anche l’assenza di Mathieu Van der Poel, unico che poteva contrastare l’elvetico proiettato verso la conquista del settimo trofeo, la tappa statunitense del massimo circuito di MTB poteva essere priva di grandi contenuti e spunti di interesse, ma così non è stato.

Grande battaglia dal primo all’ultimo metro nonostante un percorso poco selettivo e privo di grandi difficoltà dal punto di vista tecnico che ha visto, come spesso accade, Avancini prendere il comando sin dalle battute iniziali forzando il ritmo. Schurter non molla la sua ruota con un gruppo che si allunga ma che non si spezza a causa della facilità del tracciato dove si sta bene a ruota.

Nel terzo giro si affaccia davanti un pimpante Luca Braidot che prova a prendere il comando delle operazioni ma il copione non cambia con venti corridori in fila indiana con un positivo Nadir Colledani sempre nelle primissime posizioni.

Nella quarta tornata allunga ancora Avancini con grande decisione, seguito dal solo Schurter. I due vanno via in quella che sembra l’azione decisiva con il gap che aumenta progressivamente sugli inseguitori anche nel giro successivo. Coppia che viene spezzata dalla foratura dell’iridato che è costretto a fermarsi ai box per cambiare la ruota.

All’inizio del sesto giro troviamo così il solo Avancini in fuga con Schurter che viene risucchiato dal gruppo degli inseguitori distanziati di circa 30″ dal brasiliano al comando. Con Colledani in grande spolvero tra i big della corsa, scompare Luca Braidot dalle posizioni buone fino al suo ritiro dalla gara. Nel frattempo si fa notare Nicholas Pettinà che guadagna diverse posizioni.

La presenza di Schurter galvanizza gli inseguitori che si riportano a 10″ da Avancini nel settimo giro e compiono il ricongiungimento in quello successivo con un gruppo di testa formato, oltre che dal brasiliano e dall’elvetico campione del mondo, anche da Fumic, Tempier, Forster, Marotte, Colledani e Sarrou. Fumic guida il gruppo ma cade (si rialzerà senza grandi conseguenze) prima dell’allungo decisivo di Schurter, che fa la differenza. L’unico che ha la forza di seguirlo è il connazionale Lars Forster che resta incollato alla sua ruota. In pochi metri guadagnano subito 10″ impossibili da ricucire per gli altri.

Finale – Quando tutto sembra apparecchiato per la vittoria numero 33 di Nino, che gli garantirebbero di eguagliare il record di Julien Absalon, ecco che arriva lo scatto in salita di Forster che mette in difficoltà il connazionale. L’azione è prepotente e lo porta sul traguardo con le braccia al cielo. Schurter taglia il traguardo 2″ dopo, senza record ma con una Coppa del Mondo da festeggiare. I due elvetici, in coppia, sono stati anche i vincitori della Cape Epic nel marzo scorso. Terza piazza per Marotte a 7″, poi Avancini ad 8″ e Marotte a 10″. Sesto Fumic che precede uno straordinario Nadir Colledani, primo degli italiani con il miglior risultato in carriera in CdM. Sarrou ed Haegstad sono ottavo e nono prima dell’arrivo di Nicholas Pettinà, decimo al traguardo, autore di una gara in rimonta oltre ogni più rosea aspettativa della vigilia. Gerhard Kerschbaumer, mai realmente in gara per le posizioni di vertice, chiude in diciassettesima posizione.

Schurter nella storia – Come già anticipato, Nino Schurter entra ancor di più nella storia con la sua settima Coppa del Mondo in bacheca forte dei suoi 1995 punti. Secondo posto per Mathieu Van der Poel con 1649 e terza piazza per Avancini con 1565 punti. Primo azzurro Kerschbaumer, sesto con 1060 punti.

Tra le donne vittoria di Pauline Ferrand-Prevot che conferma l’ottima confidenza con le gare nordamericane dove pochi giorni prima si è rimessa sulle spalle la maglia iridata. Azione decisiva nello stesso identico punto dove, qualche ora dopo, Forster avrebbe vinto la resistenza di Nino Schurter. Nel suo caso, la rivale stroncata a suon di pedalate, è stata Anne Terpstra che si è dovuta accontentare della seconda piazza a 4″ dalla francese. Ottima terza la britannica Annie Last con Rebecca McConnell quarta prima dell’arrivo dell’ormai ex campionessa del mondo Kate Courtney. Quest’ultima, resasi conto del ritardo della rivale Jolanda Neff (undicesimo posto per lei), ha potuto scatenare la sua gioia per la conquista della Coppa del Mondo generale. Sono 1772, infatti, i punti conquistati in stagione che le permettono di conquistare l’ambito trofeo contro i 1742 dell’elvetica, che è mancata nella gara decisiva. La transalpina Ferrand-Prevot, già fuori dai giochi, ha chiuso la sua stagione di CdM con 1575. Eva Lechner, diciottesima sul traguardo di Snowshoe, è anche la prima italiana nella classifica di Coppa del Mondo con il suo quindicesimo posto con 757 punti.

Per quel che riguarda la CdM di Downhill, titoli per il francese Loic Bruni e l’australiana Tracey Hannan.

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