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Rebellin ha detto stop dopo… 30 anni!

di Ettore Ferrari

Lo scorso 16 ottobre Davide Rebellin ha appiccicato per l’ultima volta il numero di gare alla veneto Classic e ha chiuso la sua incredibile e lunghissima carriera da professionista, iniziata nell’agosto del 1992! Passato tra i grandi dopo le Olimpiadi di Barcellona (vinte dal compianto Fabio Casartelli), il giovanissimo Davide aveva 21 anni essendo nato il 9 agosto 1971. In quel gruppo di ragazzi del ‘70/71 c’erano un certo Marco Pantani e un certo Michele Bartoli. Da lì ha inizio la più lunga carriera della storia…

Timido, ma forte: subito una top-ten al Lombardia – Il primo risultato rilevante al Lombardia, dove in una giornata proibitiva (trionfo di Toni Rominger per distacco, tante recriminazioni per l’iridato Gianni Bugno, che non ha creduto nel tentativo da lontano dello svizzero) il ragazzo di San Bonifacio chiude 9° a quasi 8’ dal vincitore. Sono anni di apprendistato in squadroni come la GB-MG e poi MG Technogym. Squadre in cui ci sono campioni come Museeuw, Ballerini, Cipollini. Davide vince una tappa al Trentino ’95, ma è ancora acerbo.

La maglia rosa e l’illusione di essere uomo da corse a tappe – Nel 1996 passa al Team Polti e fa un grande Giro d’Italia. Si impone nella tappa con arrivo a Monte Sirino, conquista la maglia rosa, che indossa per 6 giorni, e conclude la massima corsa a tappe italiana al 6° posto. A settembre è 7° alla Vuelta. Due piazzamenti che illudono Rebellin di essere adatto ai GT, saranno invece le sue migliori performance sulle tre settimane. L’anno dopo si trasferisce in Francia a La Francaise des Jeux, steccando le classiche di primavera e il Tour. Ma nel mese di agosto arrivano i primi acuti importanti nelle corse di un giorno: Clasica San Sebastian e Grand Prix de Suisse (ex Campionato di Zurigo), entrambe classiche di Coppa del Mondo. Successi pesanti che fanno capire all’ancor giovane Rebellin (26 anni) di essere tagliato per le classiche. L’esperienza d’Oltralpe dura solo una stagione e fa rientro in Italia tornando alla Polti (1998-99) e poi due anni alla Liquigas (2000-2001).

Undici acuti nel 2001 – Sono anni in cui Rebellin entra nella maturità atletica che lo portano a vincere diverse corse di un giorno (Tre Valli Varesie, 3 Giri del Veneto, Giro del Friuli, G.P. Industria e Artigianato), ma anche brevi corse a tappe come il Giro del Mediterraneo e, soprattutto, la Tirreno-Adriatico nel 2001, anno in cui ottiene ben undici successi totali (suo record personale) nell’anno dei 30 anni. La Liegi lo vede grande protagonista e sfiora il bersaglio pieno nel 2000 (3°) e nel 2001 (2°).  Rebellin è nel pieno della carriera e, per la seconda volta, si trasferisce all’estero, stavolta in Germania alla Gerolsteiner.

La consacrazione nel 2004 con una tripletta da leggenda: Amstel-Freccia-Liegi! – Nel 2002 solo Bartoli riesce a superarlo al Lombardia. Ma il suo momento sta per arrivare, puntuale a riscuotere il credito di tanto lavoro in oltre dieci anni di carriera. Nella primavera del 2004 vince in maniera ineccepibile tre classiche fantastiche. In soli otto giorni, fa sue l’Amstel Gold Race, la Freccia Vallone e la doyenne Liegi-Bastogne-Liegi. Primo nella storia a siglare nello stesso anno un simile tris (ci riuscirà sette anni dopo Philippe Gilbert e lo sfiorerà Alejandro Valverde nel 2015). Finalmente, il veneto raccoglie quanto ha seminato. E pazienza se poi non verrà convocato per le Olimpiadi di Atene e per il mondiale di Verona, due amarezze difficili da digerire. Gli anni passano, ma lui, è lì sempre con i migliori, timbrando qua e là traguardi importanti come il Giro dell’Emilia (2006), la seconda Freccia Vallone (2007), la Parigi-Nizza (2008) e a sfiorare un’altra Liegi (2008), battuto solo dal più veloce Valverde.

L’argento di Pechino, la terza Freccia, poi l’onta del doping – Alle Olimpiadi è il migliore dei nostri conquistando un argento pesantissimo alle spalle di Samuel Sanchez; ma anche ai mondiali di Varese (ultimo successo azzurro con Ballan) e uno dei migliori fermandosi ai piedi del podio (4°). A fine anno si accasa in una piccola formazione, la Diquigiovanni-Androni di Gianni Savio, e riesce a quasi 38 anni a conquistare la terza Freccia Vallone nel 2009. Pochi giorni dopo il mondo gli cade letteralmente addosso: viene riscontrata la sua positività al Cera alle Olimpiadi. Inizia l’inferno. Gli viene tolta la medaglia, squalifica di due anni con quasi certo ritiro dalle corse. E invece no! Davide continua per la sua strada, si allena sempre, si batte per la sua innocenza e torna alle corse nel 2011 a 40 anni!

Tante squadre, ancora vittorie e tanta passione – Per un decennio, incredibilmente, la parabola di Rebellin continua inarrestabile. Ma l’onta di Pechino la paga a caro prezzo: nessuna squadra World Tour gli regalerà una seconda chance, come è stata data a tanti altri. Lui prosegue dritto per la sua strada, con piccole e anche piccolissime formazioni Continental. Sulla strada ottiene la non effimera assoluzione da un tribunale italiano per la positività alle olimpiadi. Riabilitato, non gli viene, però, restituita quella medaglia che lui considera sua. Vanno rimarcate le vittorie alla Tre Valli e al Melinda nel 2011; al Giro dell’Emilia a 43 anni (2014) e alla Coppa Agostoni a 44 anni (2015)! Esempio di straordinaria longevità. Ultimo acuto in Algeria in una tappa nel 2018 a 47 anni.   

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