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Porte alle stelle – Pedersen alle stalle

Il recente Santos Tour Down Under, che ha aperto la stagione del grande ciclismo nel continente australiano, ha riportato alla ribalta un enfant du pays, Richie Porte che si è regalato un successo meritato; per contro, nota stonata l’ultimo posto (sic) nella classifica finale del campione del mondo Mads Pedersen.

Niente settebello a Willunga Hill, ma trionfo finale per Porte – Oramai era una diventata una costante. La lunga striscia vincente di Richie Porte sul traguardo di Willunga Hill si è interrotta dopo ben sei (!) trionfi consecutivi (dal 2014 allo scorso anno). Ma il tasmaniano (secondo quest’anno e già vincitore di una tappa sul traguardo di Paracombe) si è consolato con il successo nella Generale. Una continuità ragguardevole per il corridore della Trek, che vanta due successi finali (aveva già vinto nel 2017) e ben quattro secondi posti (2015-16-18-19). Insomma, il Tour Down Under regala risultati di spessore al 35enne ex delfino di Contador e Froome, che sembra non aver ancora messo in soffitta il sogno di conquistare il podio in un GT.

Maglia iridata in… maglia nera – Fa un certo effetto vedere invece la maglia di campione del mondo chiudere la prima corsa a tappe dell’anno (che apre anche l’Uci World Tour 2020) con un anonimo ultimo posto in classifica. Sicuramente il danese, compagno di squadra di Porte (e quest’anno anche di Nibali, da poco approdato nel sodalizio statunitense) non è ancora ben rodato, ma essere l’ultimo della classe non è un bel vedere. Il 24enne iridato è sembrato essere ancora lontano dalla migliore condizione e sicuramente farà tesoro di questa esperienza per dare maggior lustro alla maglia che indossa. Senza andare troppo lontano, nella storia dei campioni del mondo solamente l’anno scorso un “certo” Alejandro Valverde diede lustro alla maglia arcobaleno conquistando, a 39 anni (!) cinque successi e complessivamente 41 top-ten in stagione (un record pressoché ineguagliabile per un atleta di quell’età).

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