Pogacar sul tetto del Tour! Bennett vola sui Campi Elisi

di Ettore Ferrari

Tadej Pogacar viene incoronato re del Tour, dopo la mirabolante impresa di ieri e consegna alla Slovenia il primo trionfo alla Grande Boucle per il piccolo paese dei Balcani. Sam Bennett sugella la maglia verde con una volata imperiale sugli Champs Elysées. Cala il sipario sul Tour de France n. 107.

Pogacar talento assoluto – Una festa doveva essere e festa è stata. Il gran finale sui Campi Elisi che ininterrottamente dal 1975 chiude la grande corsa a tappe transalpina va in scena per incoronare un ragazzo di appena 22 anni. Un ragazzo che al secondo anno tra i grandi ha raggiunto risultati impensabili. Lo scorso anno, al primo GT, era salito subito sul podio (3°) della Vuelta (con 3 tappe e la maglia bianca). Ma il gioiello di Saronni (e del Maestro Ernesto Colnago, che gli fornisce le biciclette, non dimentichiamolo) in Francia ha coronato tre settimane fantastiche. Ricordate la tappa che gli costò un ritardo di un minuto per i ventagli? Da lì è partita una clamorosa, quanto strepitosa rimonta, culminata nell’impresa di ieri.

Gialla – Bianca – Pois: nessuno come lui! – Tadej Pogacar chiude da autentico dominatore con tre maglie: La gialla, la più prestigiosa e inatteasa alla vigilia; quella bianca, la più prevedibile alla partenza da Nizza; quella a pois, voluta anche questa a suffragare la superiorità in salita e la voglia dei fuoriclasse di primeggicare ovunque. Solo Eddy Merckx (ma va?), nel 1969, aveva fatto meglio dello sloveno. Il cannibale vinse tutto: Generale, GPM, Puti, combattività, classifica a squadre (se c’era avrebbe portato a casa anche la classifica dei giovani).

Bennett re dei velocisti – La maglia Verde era già in cassaforte. Per l’irlandese della Deceuninck un’impresa non da poco: negli ultimi 8 anni, Sagan è stato imbattibile, vincendo 7 volte (record) e solo una non arrivando a Parigi per squalifica. Sam Bennett ha posto il sigillo nella tappa regina per gli uomini veloci. Dietro di lui Mads Pedersen indossa per l’ultimo giorno la maglia iridata conquistata dodici mesi fa in Yorkshire. Il danese voleva dare un senso ad un’annata che lo ha visto vestire poco la maglia arcobaleno e quel poco non ha ottenuto praticamente nulla. Terzo posto per Sagan, anche lui all’asciutto di successi in questo 2020, poi Kristoff 8vincitore a Nizza e prima maglia gialla), Viviani (annata e Tour da dimenticare), Van Aert ed Ewan.

Slovenia nella storia – Prima di oggi, nessuno della ex Jugoslavia (tantomeno della Slovenia) era salito sul podio di Parigi. In un solo colpo, conquista primo (Pogacar) e secondo (Roglic): un trionfo assoluto! terzo gradino, finalmente per Richie Porte, che a 35 anni suonati corona il sogno di una carriera.

Top-Ten: trionfo sloveno, nessun francese (!), Caruso da applausi – Tadej Pogacar ha preceduto Primoz Roglic di 59″ e Porte di 3’30”; come nel 2017, Mikel Landa rimane ai piedi del podio (a 5’58”); buon 5° per il giovane e regolare Enric Mas (a 6’07”); solo 6° Miguel Angel Lopez a 6’47” che, come Roglic, ha vissuto la crono di sabato come un’autentica Waterloo, scivolando dal podio (terzo) al sesto posto; 7° Tom Dumoulin a 7’48”, che auguriamo tornare a lottare per il successo; 8° Rigoberto Uran a 8’02”, onestamente difficile che potesse aspirare a qualcosa di più; 9° Adam Yates a 9’25”, che ha indossato per alcuni giorni la maglia gialla; chiude la top-10 un grande Damiano Caruso a 14’03”. Un premio alla carriera per il bravissimo uomo squadra siciliano, che dopo la Vuelta (9° nel 2014) e il Giro (8° nel 2015), chiude il cerchio conquistando un onorevole piazzamento nei 10 della più importante corsa a tappe al mondo.