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di Ettore Ferrari

Fantastico, disarmante, semplicemente il più forte! Tadej Pogacar si prende anche la tappa regina e chiudendo tutti i discorsi per la vittoria finale di questa 57esima Tirreno-Adriatico.

Tappa regina nel segno di Pantani e Merckx – Sesta tappa della Corsa dei Due Mari con doppia ascesa sul Monte Carpegna, una salita che Marco Pantani ha fatto infinite volte per preparare le sue imprese. Una salita teatro di due storiche tappe dei Giri 1973 e ’74: la prima vinta da Eddy Merckx, la seconda da uno dei suoi più tenaci rivali, Manuel Fuente. Partenza da Apecchio e piatto forte con la doppia scalata al Carpegna.

Carpegna indigesto per Evenepoel – Era secondo in classifica, ma il talento belga alza bandiera bianca quasi subito già al primo assaggio del Carpegna. Remco ancora fa registrare passaggi a vuoto, che non gli permettono di fare quell’ulteriore salto di qualità che tutti si asettano. Il solito Quinn Simmons, altro giovanissimo nome emergente di un ciclismo sempre più caratterizzato da campioni in verdissima età, è protagonista di una bella azione che gli garantisce punti per la maglia di leader degli scalatori. Nella discesa viene ripreso da Pello Bilbao (-22,6) e dal gruppo Pogacar. Si passa dal traguardo prima di approcciare per la seconda volta la salita.

Pogacar lascia sfogare Landa, poi affonda un colpo ed buoi pesto per tutti – La salita vera e propria misura 6 km al 9,9% di pendenza media e Marc Soler tira il ristretto gruppo dei migliori nel quale sembra pedalare sul velluto Pogacar. Si porta al comando Mikel Landa, che alza il ritmo. Con il basco rimangono solo Pogacar, Jonas Vingegaard ed Enric Mas. Un paio di chilometri per riscaldare i motori, lungo i tornanti innevati del Carpegna.Poi, a poco meno di 16 km dal termine, Tadej Pogacar decide di salutare la compagnia. Un’accelerazione micidiale, cui nessuno è in grado nemmeno di opporre la benché minima replica. E via, lo sloveno è solo, sempre seduto, composto, mulinando un rapporto lungo e il distacco che aumenta rapidamente. Corsa finita ed ennesima dimostrazione di manifesta superiorità per il classe 1998. Un generoso Richie Porte rientra sugli altri inseguitori e si forma un quartetto. Ma la scena è tutta per lo sloveno, che scollina con 1’29” di vantaggio (-11,9) e si tuffa in discesa. Passano anche i quattro e in una curva Mas cade rovinosamente, battendo la spalla sinistra (abile Landa ad evitarlo per un soffio). Per fortuna, il corridore della Movistar riprende, ma chiaramente perde ulteriore terreno.

Trionfo sciacciante di Pogacar – Passerella finale per il dominatore degli ultimi 2 Tour de France, che si prende la scena assoluta. Vingegaard e Landa a 1’03”, Porte (che si è staccato in discesa) a 1’34”, poi un ottimo Damiano Caruso (in crescita il ragusano) a 1’49” precede Jai Hindley e un redivivo Thibaut Pinot; Giulio Ciccone regola un altro drappello a 2’23”. 13° Evenepoel a 4’01”. Domani a San Benedetto del Tronto Tadej Pogacar (leader anche della classifica a punti e dei giovani) scriverà per la seconda volta consecutiva il proprio nome sull’albo d’oro della T/A. Vingegaard è secondo a 1’52”, Landa 3° a 2’33”; 4° Porte a 2’44”, 5° Hindley a 3’05”. Damiano Caruso, 7° a 3’20” è il primo degli italiani. Evenepoel scivola all’11° posto a 4’20”.

Slovenia sempre più sul tetto del mondo – Con Roglic vincitore di tappa e sempre più maglia gialla alla Parigi-Nizza, e Tadej Pogacar dominatore di tappa e incontrastata maglia azzurra alla Tirreno-Adriatico, la Slovenia si conferma all’apice del ciclismo mondiale con i suoi due fenomenali campioni.

Di Ettore Ferrari

Sono nato a Catania il 14 aprile 1971. In redazione dicono sempre che sono troppo preciso, da qui il nomignolo "nessun capello fuori posto". Sono la "Memoria storica" del ciclismo.