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Pogacar – Il futuro è già presente

Che Vuelta! Che prestazioni ha sfoderato Tadej Pogacar in terra di Spagna. Terzo assoluto nella classifica finale, maglia bianca di miglior giovane e 3 tappe vinte, una più bella dell’altra: questo il bilancio compelssivo dell’alfiere dell’UAE. Tutto questo al primo GT disputato e alla verdissima età di 21 anni non ancora compiuti (li compirà il 21 settembre).

L’impresa più bella della Vuelta – La vittoria nella 20esima tappa a Plataforma de Gredos, al termine di una spettacolare e proficua fuga di quasi 40 km, è stata tecnicamente la performance più significativa dell’intera corsa. Quel giorno, lo sloveno era fuori dal podio e dietro Miguel Angel Lopez nella graduatoria dei giovani. Con 2 successi parziali in carniere e il quinto posto già in cassaforte, pochi avrebbero avuto il coraggio di attaccare, e invece Pogacar, seppur lontano 4’49” dalla roja del connazionale Roglic, è andato a caccia del podio con un’azione che ha entusiasmato tutti, frutto del talento cristallino di cui abbonda. In classifica, a parte Roglic, Valverde (secondo) era quello messo meglio con un patrimonio di 1’59”; più vicini Quintana (1’18”) e Lopez (32”). Un attacco deciso e via pancia a terra con un margine che si è attestato quasi subito oltre un minuto e mezzo e che non è mai calato, nonostante dietro i Movistar e anche gli Astana non scherzavano. Alla fine, Taddeo ha realizzato l’exploit e può ritenersi oltremodo soddisfatto di tre settimane condotte davvero alla grande.

Due volte sul podio – La notte di Madrid gli regala l’ebbrezza di salire prima sul podio come miglior giovane e poi sul terzo gradino della classifica finale accanto a Roglic e a un monumento come Valverde. A proposito, mai sul podio di un GT sono saliti due atleti con così tanta differenza d’età: 39 anni e cinque mesi per don Alejandro, 21 per il baby fenomeno! Una differenza di 18 anni e 5 mesi!

Come Saronni: 3 tappe in GT – Vincere non una, due, ma addirittura 3 tappe in GT (e per giunta all’esordio…) a meno di 21 anni è semplicemente fantastico. Solo un altro campione di classe purissima c’era riuscito: Beppe Saronni (Giro d’Italia 1978), guarda caso l’attuale team manager di Pogacar. Però, Saronni si fermò al quinto posto della generale, dunque il suo pupillo ha fatto ancora meglio.

Bernal è avvisato – Sono quasi coetanei, Egan Bernal e Tadej Pogacar. Il colombiano è nato il 13 gennaio 1997, mentre Pogacar il 21 settembre 1998: 1 anno e 8 mesi di differenza. Bernal ha già grande esperienza, ma Pogacar sta bruciando le tappe. Si annuncia una grande sfida tra questi due campioni in erba, ma già con la testa da veterani.  

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