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Terzo trionfo consecutivo al Lombardia per Tadej Pogacar, padrone assoluto della classica di chiusura del calendario internazionale, il primo per distacco. Lo sloveno ha costruito il suo successo in discesa quando, ad oltre 30 km dalla conclusione, ha salutato la compagnia ed è volato verso un tris da consegnare alla storia. Secondo posto per un ottimo Andrea Bagioli.

La sfida – L’ultima Monumento è una sfida a tre tra il vincitore delle ultime due edizioni Tadej Pogacar, il connazionale Primoz Roglic (recente vincitore del Giro dell’Emilia) e Remco Evenepoel. Un percorso come sempre durissimo per questo Lombardia numero 117. Sono sette le salite ufficiali in programma: si inizia con la leggendaria ascesa alla Madonna del Ghisallo (sulla quale sorge il celebre Museo del ciclismo); poi la durissima Roncola (con punte al 17%); Berbenno, Passo della Crocetta e Zambla Alta; prima del temuto Passo di Ganda; infine, l’ultimo e spettacolare strappo di Colle Aperto verso Bergamo Alta, prima del tuffo verso l’arrivo. Quest’anno partenza da Como e arrivo a Bergamo dopo 238 km.

Caduta di Evenepoel – Dopo soli 21 km caduta di Evenepoel! Il campione del Belgio rimane a terra, visibilmente scosso. Si rialza abbondantemente incerottato ad un gomito e dolorante ad un ginocchio. Remco riesce a rientrare, ma chiaramente questa caduta avrà il suo peso specifico nell’economia della corsa. La fuga di giornata è composta da sedici atleti, con ta gli altri il “fugaiolo” per antonomasia Thomas De Gendt e Samuele Battistella. Corsa controllata tra i big, che non stanno sul chi vive nella sequena di salite che si affrontano. Chiaro che la gara esploderà sul Ganda, penultima salita di giornata. La Jumbo-Visma controlla la fuga e corre compatta per il suo capitano Primoz Roglic, leader storico della formazione neerlandese che, dopo 8 stagioni, lascerà i “calabroni” per approdare nel 2024 alla Bora per l’ultimo assalto al Tour.

Healy anticipa i favoriti – Bella azione dell’irlandese Ben Healy, campione nazionale, che lascia il gruppo ad oltre 80 km dal termine e riprende uno a uno i battistrada assieme allo scozzese Oscar Onley. Healy rimane da solo sognando l’impresa.

Pogacar scatta sul Ganda, Roglic sembra giocare, rischia e poi rientra – L’attesissima ascesa del Ganda inizia con un cambio al vertice del gruppo, la Jumbo lascia il testimone alla UAE. Si staccano diversi compagni di squadra di Roglic. Si stacca pure Thibaut Pinot, il francese che ama l’Italia, vincitore di un Lombardia (2018) all’ultima corsa da professionista. Allunga Adam Yates (luogotenente di lusso di Pogacar) assieme all’ex due volte iridato Julian Alaphilippe (-38,5). Healy è a soli 18″ e viene ripreso ai -37,4. Si procede a scatti, e Roglic e Pogacar sono leggermente dietro, chiaro che i due si marcano a uomo. Intanto, Evenepoel perde decisamente terreno, abbandonando i sogni di gloria.

La svolta – Pogacar vede Roglic nelle ultime posizioni e con uno scatto dei suoi rientra sui primi, dove ad attenderlo c’è il fido Yates. Il vincitore di 2 Tour de France rilancia e s’invola! Solo Vlasov riesce a tornare in scia, dimostrando tante energie andando in testa a tirare. Roglic sembra in difficoltà, poi in vista della cima del Ganda rientra a sua volta con una delle progressioni delle sue. Davanti sono in sei: Pogacar, Vlasov, Roglic, Carlos Rodriguez, Simon Yates e Bagioli. Mancano 32 km all’arrivo inizia la discesa e subito Pogacar si “tuffa” guadagnando dieci, venti, trenta metri. Lo sloveno è solo! Sugli inseguitori rientra Adam Yates che, chiaramente, resta passivo. Grande lucidità, intelligenza tattica e tempismo di “Pogi” che pennella le curve in maniera impeccabile. Il gruppetto alle sue spalle prova a rientrare, si avvicina, ma poi il distaco aumenta. Quando Pogacar rompe il muro dei 30″ si intuisce che solo un incidente potrà negare il tris al capofila della UAE. In più di un’occasione, Roglic appare in difficoltà anche in discesa.

L’apoteosi di Pogacar sul Colle Aperto – Nemmeno i crampi, ad una quindicina di chilometri dalla fine, fermano l’azione di Pogacar che si amministra in maniera perfetta e, addirittura, aumenta il proprio margine prima di Colle Aperto portandolo a un minuto! Sullo strappo di appena 1.000 metri vola lo sloveno tra due ali di folla festanti, che applaudono al nuovo re della classicissima di chiusura. Ultima discesa di 3,2 km prima dell’arrivo con Tadej che si gode l’ultimo chilometro. I due precedenti trionfi erano arrivati entrambi al termine di sprint a due (nel 2021 con Fausto Masnada, l’anno scorso con Enric Mas), oggi vittoria per distacco. Straordinario poker di classiche (2 Monumenti) per lo sloveno nel 2023: Giro delle Fiandre, Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Lombardia! L’ultimo a vincere quattro classiche nello stesso anno è stato Eddy Merckx (con 3 Monumenti!) nel 1975.

Bagioli e Roglic sul podio – La volata dei primi inseguitori è appannaggio di Andrea Bagioli a 52″, che precede Roglic, Vlasov, Simon e Adam Yates, e Carlos Rodriguez a chiudere; a 1’06” un generoso Carapaz, poi a 1’26” Remco Evenepoel vince la volata di un altro gruppetto davanti a Kron che chiude la top-ten.

Pogacar nell’olimpo del Lombadia – Prima di lui solamente Alfredo Binda quasi cent’anni fa (1925-26-27) era riuscito a vincere tre volte di seguito la classica lombarda. Solo Fausto Coppi ha saputo far meglio con un poker consecutivo leggendario (1946-47-48-49). Ad onor del vero anche Merckx aveva firmato una tripletta consecutiva (1971-72-73), ma l’ultimo successo gli era stato tolto per una positività dovuta ad un medicinale usato per curare una bronchite.

Di Ettore Ferrari

Sono nato a Catania il 14 aprile 1971. In redazione dicono sempre che sono troppo preciso, da qui il nomignolo "nessun capello fuori posto". Sono la "Memoria storica" del ciclismo.