Parra – Primo colombiano sul podio di Parigi

di Ettore Ferrari

Il 22 novembre è un giorno importante per lo sport colombiano: è il compleanno di Fabio Parra (classe 1951), uno dei primi miti del ciclismo del paese sudamericano. Scalatore puro, soprannominato il “Condor delle Ande” e, qualche volta addirittura il “Bartali di Colombia”, è stato generoso protagonista negli anni Ottanta.

Herrera & Parra la Colombia scopre l’Europa – Fu proprio verso la matà degli anni ’80 che il ciclismo sudamericano trova in Luis Lucho Herrera e in Fabio Parra i suoi maggiori ambasciatori in Europa. Più agile ed elegante Herrera, più coriaceo Parra. Passa professionista tardi, nel 1985 con il Cafè de Colombia. Subito alla ribalta correndo Vuelta e Tour. E saranno proprio la massima corsa a tappe iberica e la Grande Boucle i palcoscenici del corridore classe 1959.

Primo Tour: 1 tappa e la maglia bianca! – Dopo aver fatto il suo esordio in un GT disputando un’ottima Vuelta a Espana, conclusa al 5° posto a 40” dal vincitore Pedro Delgado, Parra ed Herrera prendono parte alla Grande Boucle. Ed è spettacolo, con i due scalatori ad infiammare la corsa sulle salite alpine e pirenaiche. Il buon Fabio si impone nella 12esima tappa, Morzine-Lans en Vercours; il giorno prima Luis Herrera aveva vinto a Morzine-Avoriaz con la benedizione di sua maestà Bernard Hinault. Due vittorie che mandano in visibilio un Paese (e i suoi effervescenti telecronisti e radiocronisti). Quel Tour dominato è dalla coppia Hinault e Lemond, in maglia La Vie Claire, con il bretone che coglie la quinta affermazione nella corsa transalpina e la seconda accoppiata in carriera Giro-Tour. Herrera e Parra terminano nella top-ten separati da soli 42”: Lucho è 7° a 12’53” e Fabio 8° a 13’35”. Parra conquista la maglia bianca, come miglior esordiente (anche se ha quasi 26 anni), mentre Herrera (di due anni più giovane, ma aveva già corso il Tour l’anno precedente) vince la maglia a pois. Così sui Campi Elisi i due idoli sudamericani salgono sul podio di queste due classifiche.

Il passaggio alla Kelme e il primo storico podio al Tour – Dopo il ritiro nell’86, Parra è protagonista al Tour ’87, ancora con Herrera: 5° Lucho e 6° Fabio (staccato, stavolta, di quasi 7’ dal compagno di squadra e connazionale). Al termine della stagione le strade dei due grimpeur si dividono: Herrera resta in Colombia, mentre Parra emigra in Spagna alla corte della Kelme. Il 1988 è la migliore stagione di Parra, giunto al limite dei 29 anni. Alla Vuelta vinta da Sean Kelly è 5° (dopo aver vinto la tappa con arrivo in salita all’Estacion de Cerler), poi corre un grande Tour de France vincendo la tappa alpina con arrivo a Morzine, e culminando le tre settimane con il podio (3°) di Parigi a 9’58” da un super Delgado. Questo risultato consolida le aspettative sullo scalatore sudamericano, che l’anno successivo sfiora il successo alla Vuelta, terminata a soli 35” da Perico Delgado. Proprio i due podi nei due GT rappresentano i punti di diamante della carriera di Parra, nella quale spicca anche il successo nel Clasico RCN 1987, importante e prestigiosa corsa a tappe in Colombia. Negli anni successivi, non riuscirà più ad essere protagonista al Tour (solo 13° nel ’90, ritirato nei due anni successivi), mentre alla Vuelta sarà ancora 5° nel 1990 e ’91 (singolare record nella corsa spagnola: 4 volte quinto) e 7° nel ’92, chiudendo le sette partecipazioni sempre nei primi 8 (con 2 successi di tappa, dopo quella dell’88, l’altra vittoria nella cronoscalata Ezcaray-Valdezcaray del ’91). Al termine della stagione 1992, e dopo avere vinto la Vuelta a Colombia (undici anni dopo il primo successo, e dopo due secondi e un terzo posto), a 33 anni abbandona l’attività agonistica.