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Parigi Nizza – Le pagelle

Al comando della Generale dalla prima all’ultima tappa, Maximilian Schachmann si è consacrato ciclista dallo spessore importante. Il tedesco ha saputo gestirsi al meglio, rintuzzando sino alla fine tutti gli attacchi degli avversari, primo tra tutti un Tiesj Bennot mai domo. Sempre nel vivo della corsa anche Higuita, Quintana e Nibali. Al di sotto delle aspettative la prestazione di Bardet.

Schachmann 9 – Una corsa che rappresenta la consacrazione per un corridore buono per tutti i terreni. Poliedrico.

Benoot 8 – Una lenta trasformazione da cacciatore di classiche a uomo da brevi corse a tappe. Mette paura al tedesco in maglia gialla con una grande azione nell’ultima asperità. Combattivo.

Higuita 8 – Il folletto colombiano si intrufola nelle azioni buone in tutte le tappe non lesinando sforzi, lanciandosi senza paura negli sprint alla caccia di abbuoni. Un altro giovane da seguire per il futuro. Indomabile.

Quintana 7,5 – Era il grande favorito della vigilia ed il dato è che non ha portato a casa la corsa. Complici cadute e ventagli, non di certo una gamba eccezionale che sta contraddistinguendo questa sua esperienza in maglia Arkea. La vittoria a Valdeblore La Colmiane conferma quanto visto sul Ventoux al Tour de la Provence e sul Col d’Eze al Tour des Alpes Maritimes et du Var. Ritrovato.

Nizzolo 7,5 – Coglie una grande vittoria di tappa confermando le buone prove in questo inizio di stagione. In generale, il più brillante degli sprinter. Insieme a Bonifazio (voto 7) fa sventolare il tricolore nostrano in terra transalpina. Patriota.

Nizzolo, classe 1989, conquista la frazione con arrivo a Châlette-sur-Loing

Nibali 7 – Un altro galvanizzato dal cambio di casacca. Sempre sugli scudi e con grande voglia di lasciare il segno con i suoi attacchi. Peccato non esser riuscito a seguire Benoot nella tappa di Apt, unico neo nella sua corsa. Motivato.

Alaphilippe 6,5 – Non ha la gamba dei giorni migliori e si vede. Dopo il Tour dello scorso anno, il colpo di pedale non è più lo stesso. Però torna a mostrare alcuni lampi dei suoi che fanno ben sperare i suoi tifosi. A Plasir è mancato davvero un soffio per tornare a superare il traguardo con le braccia al cielo. Crescente.

Ackermann 5 – Non è stata un Parigi-Nizza per velocisti, è vero. Quando potevano graffiare si è sempre messa in mezzo qualche caduta, il vento, problemi meccanici. Lui però a Chalette-sur-Loing poteva lasciare il segno e capitalizzare il lavoro di Sagan (voto 6,5) ma si fa sorprendere da Nizzolo. Disinnescato.

Campenaerts 5 – Il grande favorito della crono di Saint-Amant-Montrond fa cilecca e viene bastonato da Kragh Andersen (voto 7,5) e tanti altri. Deluso.

Viviani 4,5 – Un solo piazzamento nella top ten (ottavo a La Cote-Saint-Andrè) è troppo poco per l’olimpionico che fatica ancora a far gioire la Cofidis. Rabbuiato.

Bardet 4,5 – Anche qui, la gamba non è delle migliori. Per carità, nulla di preoccupante in questa fase della stagione e gli obiettivi sono ben altri. Però è un altro che dal Tour dello scorso anno fatica a farsi rivedere come lo conosciamo. Soltanto nono sull’arrivo in salita dopo averci però provato con coraggio. Rimandato.

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