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Oltre al giallo di Alaphilippe: le altre maglie del Tour

La tappa con arrivo a Foix Prat d’Albis il Tour de France osserva il secondo giorno di riposo con la maglia gialla di Julian Alaphilippe. Oltre alla lotta per la conquista del simbolo della Generale c’è anche quella della classifica degli scalatori, mentre sembrano consolidate le classifiche a punti e dei giovani.

Il Gran Premio della Montagna nella corsa più importante al mondo ha sempre avuto un fascino particolare e tanti campioni del passato (un po’ meno di recente…) sono riusciti a primeggiare in questa graduatoria. Istituita nel lontano 1933, ma già esisteva una classifica per il “miglior scalatore” (dal 1905 fino al ’32), questa classifica, il cui leader è contraddistinto dal 1975 da una particolarissima maglia bianca a pois rossi, ha visto primeggiare: Gino Bartali e Fausto Coppi (due volte ciascuno proprio negli anni in cui dominarono la Generale); Luison Bobet; Charly Gaul (2); Gastone Nencini; Imerio Massignan (2); Federico Martin Bahamontes (6 volte!); l’immancabile Eddy Merckx (2); Lucien Van Impe (6!); Giovanni Battaglin; Lucho Herrera (2); Bernard Hinault; Claudio Chiappucci (2); Toni Rominger; l’incredibile settebello di Richard
Virenque, primatista assoluto; Laurent Jalabert (2); Nairo Quintana (2013); addirittura Chris Froome (2015); fino a Julian Alaphilippe (2018). Negli ultimi vent’anni sono davvero pochi i big che hanno vinto questa classifica.
Quest’anno, uscito di classifica, sembrava che il nostro Vincenzo Nibali potesse puntare alla maglia a pois, ma i Pirenei lo hanno respinto. La classifica è cortissima e regna molta incertezza. Il leader è Tim Wellens, non proprio un grimpeur, giunto nelle tappe più importanti con distacchi abissali. Il belga vanta un “tesoretto” guadagnato in gpm poco importanti e ha 64 punti. I Pirenei hanno esaltato Thibaut Pinot, 1° sul Tourmalet e 2° a Prat d’Albis, che ha 50 punti. Certo, il francese punta al podio della Generale e quindi non si focalizzerà sulla maglia a pois, ma la sua straordinaria rimonta, compiuta parzialmente sui Pirenei, potrebbe concretizzarsi sulle Alpi. In terza posizione Thomas De Gendt (37 p.), poi Alaphilippe (33) e l’acciaccato ma mai domo Giulio Ciccone (30).

La classifica dei Giovani (corridori con massimo 25 anni) sembrava essere una sfida tra due grandi talenti: Egan Bernal ed Enric Mas. Il primo (appena 22enne) indicato alla vigilia della Grande Boucle addirittura come uno dei grandi favoriti per il successo finale; il secondo al primo Tour, presentava un biglietto da visita eloquente con il secondo posto alla Vuelta 2018. I Pirenei hanno fugato qualsiasi incertezza e, dopo una brillante crono, che lo aveva catapultato in vetta alla graduatoria, lo spagnolo della Deceuninck-Quick Step è letteralmente saltato nelle tappe pirenaiche del week-end. Bernal, che mantiene vive le speranze di podio (5° a 2’02” dalla maglia gialla Alaphilippe) è nettamente primo con 12’29” su David Gaudu, caparbio e ottimo luogotenente in salita di Thibaut Pinot; Enric Mas è scivolato in terza posizione a… 33’16”! Per Bernal una
premiazione sui Campi Elisi è in cassaforte, ma lui punta pure il podio della Generale…

Sagan insuperabile – È partito da Bruxelles con un obiettivo preciso: arrivare a Parigi in maglia verde e conquistare per la settima volta la classifica a punti. Dopo due terzi di corsa, lo slovacco ha dimostrato la solita continuità e il solito repertorio (impennate, autografo fuori programma sul Tourmalet), insomma un personaggio unico. Il record di maglie verdi, in coabitazione con Erik Zabel, è prossimo ad essere ritoccato. L’ex tre volte campione del mondo sembra meno esplosivo di
un tempo (finora la stagione gli ha arriso poche volte), ma rimane nettamente il più continuo sulle strade francesi come dimostrano le 8 top-five conquistate (una vittoria; un secondo; un terzo; due quarti; tre quinti posti) oltre a vari punti raggranellati qua e là nei T.V. Colbrelli secondo – Sagan va al secondo giorno di riposo con 284 punti, a debita distanza Sonny Colbrelli con 191, vicinissimi al portacolori della Bahrain-Merida troviamo Michael Matthews (187) ed Elia Viviani (184), quindi Caleb Ewan (148). Considerando l’abbuffata di salite che attende la carovana nell’ultima settimana, la settima maglia verde (a meno di imprevisti) è ormai praticamente in cassaforte e Sagan si avvia a conquistare un primato destinato a rimanere imbattuto chissà per quanto tempo.

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