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di Ettore Ferrari

Impresa solitaria di Ion Izagirre nella dodicesima tappa del Tour de France, Roanne – Belleville-en-Beaujolais (168,8 km). Il basco, protagonista di un’azione pregevole, ha staccato gli ex compagni di fuga conquistando con pieno merito il bersaglio pieno.

Giornata di scatti a ripetizione – Davvero una tappa vissuta pancia a terra sulle strade della Grande Boucle. Innumerevoli i tentativi per portare via la fuga sin dalle battute iniziali. Poi, si forma un drappello al comando dove fa il diavolo a quattro Mathieu Van der Poel. Il fuoriclasse neerlandese allunga con Amador, poi rimane da solo ma ci sono oltre 45 km di corsa. Il vincitore della Milano-Sanremo e della Parigi-Roubaix 2023 non ha, però, le gambe dei giorni migliori e in un tratto in salita si pianta e viene raggiunto e staccato dagli altri componenti la fuga.

Ion Izagirre azzecca il momento giusto – Chi invece ha gambe super è l’esperto Ion Izagirre, che stacca tutti e si invola verso il traguardo. Mancano oltre 20 km, ma il basco ha doti da cronoman e non molla nemmeno un attimo con una pedalata rotonda ed efficace che ben presto gli permette di scavare un solco importante nei confronti dei sei inseguitori, tra i quali si segnala un ottimo Guillaume Martin, compagno di scuderia in seno alla Cofidis, nel ruolo di stopper.

Sette anni dopo Morizine – Ion Izagirre ritrova il successo al Tour de France dopo il trionfo di Morzine 2016. Uomo squadra di pregevole livello, in tanti anni di professionismo ha difeso i colori di Euskaltel, Movistar, Bahrain, Astana e dal 2022 alla Cofidis al fianco di grandi campioni. Poche ma di spessore le vittorie in carriera, ha vinto tappe in tutti e tre i GT. Ha vinto tappe anche al Tour de Suisse, Romandia e classifiche finali del Tour de Pologne e Paesi Baschi, ed è stato pure campione di Spagna, sia in linea sia a cronometro (2 volte). Insomma un palmarès di livello per il 34enne iberico, fratello di Gorka anche lui professionista.

Burgaudeau e Jorgenson ai posti d’onore – Con 58″ di ritardo sono arrivati nell’ordine Mathieu Burgaudeau e Matteo Jorgenson; a 1’06 Tiesj Benoot (forse non la scelta più opportuna per la Jumbo-Visma spremere il forte corridore belga, invece di risparmiarlo in vista delle prossime tappe), quindi tutti gli altri alla spicciolata. Il gruppo a 4’14”.

Di Ettore Ferrari

Sono nato a Catania il 14 aprile 1971. In redazione dicono sempre che sono troppo preciso, da qui il nomignolo "nessun capello fuori posto". Sono la "Memoria storica" del ciclismo.