Nibali e il futuro “Mi piace lavorare con i giovani”

Ospite della diretta Facebook organizzata da dall’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (AISLA), insieme a Massimo Mauro, Gianluca Vialli e Ilaria D’Amico, Vincenzo Nibali ha ripercorso la sua carriera, dalle vittorie ai momenti difficili, spiegando come si è rialzato e ha parlato anche del suo futuro.

Il vincitore di due Giri d’Italia (2013, 2016), un Tour (2014) e una Vuelta (2010), ha affermato che la sua vittoria più bella è statala prima al Giro poichè, “ogni bambino cresciuto in Italia e che pratica o è appassionato di questo sport la sogna. Il Giro è la corsa che tutti amano”.

Nibali fra i suoi momenti più difficili ha ricordato quello del 2018, quando si fratturò la decima vertebra. Rientrato dopo un mese da quell’infortunio, prese il via alla Vuelta, e anche se il dolore era una costante, portò al termine quella prova.

Per la stagione 2021 ancora nessuna certezza sul programma, anche se è probabile la rinuncia al Giro d’Italia per prendere parte al Tour de France in modo da permettergli di arrivare nel migliore della condizioni al suo obiettivo principale, la gara in linea ai Giochi Olimpici.

Un futuro da tecnico della Nazionale?Non credo – risponde Nibali – un ruolo difficile e “politico” e non mi piace. Potrei seguire una squadra; lavorare con i giovani mi piace tanto, ma per adesso non ci ho ancora pensato”.