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Nessuna quarantena per i professionisti che rientrano in Italia dal Sibiu Tour

di Giuseppe Girolamo

Il Ministro della Salute vista l’aggravarsi della situazione nei paesi di Romania e Bulgaria ha firmato un’ordinanza in data 24 luglio: “Ho appena firmato una nuova ordinanza che dispone la quarantena per i cittadini che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria. Questa misura è già vigente per tutti i Paesi extra Eu ed extra Schengen. Il virus non è sconfitto e continua a circolare. Per questo occorre ancora prudenza e attenzione”, questo quanto affermato da Roberto Speranza.

Lavoratori e tempi – L’ordinanza non lascerebbe dubbio alcuno: coloro i quali hanno partecipato al recente Sibiu Tour una volta rientrati in Italia dovranno sottoporsi in regime di quarantena. Se si legge bene l’ordinanza, però, si nota come nei vari articoli si parli anche di lavorativi professionisti e di un periodo massimo di centoventi ore, superando questa soglia di tempo si rientra nelle restrizioni. Le formazioni italiane (alcune), ovviamente di questo ne erano al corrente e hanno fatto in modo di trascorrere in Romania meno di centoventi ore. Chi fa parte, poi, di formazioni Professional risulta essere professionista, dunque, si è recato in paesi estero per lavoro. Questo dovrebbe bastare per stemperare le sterili polemiche di questi ultimi giorni. Via libera al rientro in Italia senza problemi, dunque. Per una tutela ulteriore alcune le formazioni prima di rimettersi in viaggio (via terra) dalla Romania per l’Italia hanno effettuato i tamponi, risultando tutti negativi.

Controlli – Chi ha partecipato al Sibiu Tour parla di controlli sanitari ferrei, così come impongono le direttive dell’Unione Ciclistica Internazionale. Forse, e sottolineo forse, chi ha partecipato alla corsa rumena è di sicuro soggetto sano, molto di più di quelli che in Italia ancora sottovalutano il problema Covid-19 lasciandosi andare ad assembramenti “selvaggi” in luoghi chiusi o in ambienti igienicamente poco controllati.