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Mathieu come il padre: Amstel al cardiopalmo

La sensazionale vittoria di Mathieu Van der Poel all’Amstel Gold Race, maturata negli ultimi metri, ricorda moltissimo un’altra edizione della classica olandese: quella del 1990, vinta… dal padre di Mathieu: Adrie.

La cronaca del finale di quella 25esima edizione ci riporta ad un gruppo folto a giocarsi il successo. Poco prima dello striscione dell’ultimo km scatta Ronan Pensec con Jan Goessens  a ruota. Il francese si sposta e Goessens rilancia, ma su di lui rinviene prontamente  il connazionale Luc Roosen. In testa sempre Goessens, scudiero di Van der Poel, mentre Roosen resta a ruota. Il gruppo reagisce, ma il margine appare sufficiente ai due per giocarsi la corsa. Scatta Roosen, il traguardo è sempre più vicino, dietro è Van der Poel che si produce in una splendida progressione. Sulla linea Roosen alza le braccia convinto di aver vinto, ma VDP lo batte con un colpo di reni! Beffa atroce per Roosen, poi Jelle Nijdam (grande finisseur dell’epoca), Goessens e il compianto Franco Ballerini a chiudere la top-five; 8° Gianni Bugno, 9° Johan Museeuw e 10° Phil Anderson. Per il 31enne Adrie Van der Poel, in maglia Weinmann, dopo un 1989 opaco, il ritorno al successo in una grande classica da incastonare in un palmarès di prestigio (Parigi-Bruxelles 1985; Giro delle Fiandre 1986; G.P. d’Autunno 1987; Liegi-Bastogne-Liegi 1988).

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