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Mamma mia Van der Poel!

Tutti in piedi di fronte al nuovo fenomeno del ciclismo mondiale: Mathieu Van der Poel. Il super campione del ciclocross realizza un autentico miracolo aggiudicandosi in extremis la 54esima edizione dell’Amstel Gold Race con una volata al cardiopalmo rientrando sugli attaccanti. Fenomeno.

Cronaca – La classica neerlandese per antonomasia si presenta come sempre con un tracciato pieno zeppo di cotes, 35 in tutto (!) lungo l’arco di 267 km (da Maastricht a Valkenburg). Sono salite brevi, ma insidiose con pendenze spesso aspre, assai più brevi di quelle valloni, ma pur sempre esigenti. Sole e bel tempo nella terra del vento e dei mulini a vento.

Fuga a 11 – Nella fuga di giornata c’è gloria per un italiano, Paolo Simion, in avanscoperta assieme ad altri dieci attaccanti: Grega Bole, Julien Bernard, Marcel Meisen, Thomas Sprengers, Aaron Verwilst, Michael Schär, Nick Van der Lijke, Tom Van Asbroeck, Marco Minnaard e Jerome Baugnies. Il gruppo prima sonnecchia, poi inizia ad accorciare lo scarto con i primi. Il primo a staccarsi è proprio Simion ad una novantina di chilometri dal termine.

Van der Poel attacca e chiama allo scoperto i big – Ai -43 (sul Gulperberg) allunga con una pedalata elegante e sciolta Mathieu Van der Poel. Il campione d’Olanda stacca il gruppo e con a ruota Gorka Izagirre è ad un alito di fiato degli attaccanti. Il tentativo di VDP viene annullato ai 38 e una caduta di Lutsenko spezza il gruppo. La corsa esplode e il drappello di testa viene ripreso.

Alaphilippe & Fuglsang come alla Strade Bianche – Esattamente come nella classica senese degli sterrati si isolano in testa alla gara Julian Alaphilippe e Jakob Fuglsang. Il francese e il danese, esponenti delle due squadre, Deceunicnk-Quick Step e Astana, che stanno dominando la stagione a suon di successi (24 contro 22) si spartiscono il lavoro. Dietro si forma un terzetto con l’ex iridato Michal Kwiatkowski, il campione europeo Matteo Trentin (in un primo momento accodatosi ai primi due) e Michael Woods. Sul Keutenberg Woods perde le ruote di Kwiatkowski e Trentin, mentre il gruppo perde terreno.

Cauberg – La salita simbolo della corsa, viene spianata da Fuglsang ed Alaphilippe, mentre i due inseguitori, che si erano avvicinati a soli 7”, vengono ricacciati inesorabilmente raddoppiando il distacco in cima. Ancora cotes e “Kwiatko” stacca Trentin sul Geulhemmerberg. Il campione polacco da solo non riesce ad annullare il margine ed è costretto ad attendere l’azzurro. La sensazione è che il discorso per la vittoria sia ormai un discorso limitato ai due al comando…

Finale d’infarto: Kwiatkowski, poi Van der Poel! – Alaphilippe sente profumo di vittoria, anche se Fuglsang inizia, giustamente (essendo nettamente meno veloce) a non tirare. Il traguardo è vicinissimo, ma Kwiatkowski ci crede e stacca un esausto Trentin e Maximilian Schachmann, rientrato sui due. L’iridato di Ponferrada 2014 vede i battistrada, che si guardano troppo e vengono raggiunti a 800 metri dall’arrivo! Kwiatkowski va subito in testa tentando di sorprendere i due. Ma da dietro gli altri inseguitori sono pure vicinissimi… Van der Poel, che ha portato altri corridori su Trentin e Schachmann, vede i tre. Mancano 500 metri, VDP vola, piomba sui primi mentre Alaphilippe ha già lanciato la volata. Van der Poel passa dal lato destro supera il francese e va a conquistare il successo più importante della sua verde carriera da stradista, 29 anni dopo papà Adrie! Un finale avvincente, emozionante, da infarto, che premia l’abnegazione di un atleta nato con le stimmate del fuoriclasse che non si nega mai allo spettacolo e che in questo scorcio di stagione, dopo aver letteralmente strabiliato nel ciclocross (32 vittorie su 34 gare disputate! Campione d’Olanda, d’Europa e del Mondo!) ha già dispensato spettacolo in ogni corsa.

Clarke e Fuglsang sul podio, Alaphilippe solo 4° – Alle spalle del fenomeno olandese finiscono nell’ordine Simon Clarke, Fuglsang, Alaphilippe (rimasto annichilito dal tulipano), Schachmann, Lambrecht, un ottimo De Marchi settimo, quindi Madouas, Bardet e Trentin a chiudere la top-ten; fuori dai 10 Kwiatkowski.


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