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Lo Stelvio respinge Nibali

di Piero Genovese

La tappa dello Stelvio ha respinto Vincenzo Nibali e gli uomini della Trek Segafredo. Nel giorno della frazione più importante del Giro ci si aspettava una tattica diversa da Nibali e compagni ed invece, nulla è accaduto con lo “squalo” che ha alzato bandiera bianca poco prima della cima Coppi.

Che non avesse la gamba dei giorni migliori lo si era capito anche nei giorni scorsi (nella cronometro della Prosecco e sull’ascesa di Piancavallo), il tappone alpino non ha purtroppo invertito la rotta e Vincenzo Nibali ha dovuto chinare il capo in maniera mesta. Vuoi per il lungo stop dovuto all’emergenza sanitaria, vuoi per un allenamento non ottimale, vuoi per il calendario stravolto a causa della pandemia, vuoi per una squadra praticamente inesistente, vuoi per la legge di un ricambio generazionale evidenziato in maniera netta in questo Giro.

Il miraggio del podio – Le aspettative restano e resteranno alte ma fare previsioni, per quello che è stato il Giro finora, è un azzardo. Al termine della frazione con arrivo a Laghi di Cancano non è sfumato soltanto il sogno del terzo sigillo al Giro d’Italia, ma, con molta probabilità, si è dovuto dare l’addio anche alla possibilità di salire per la settima volta consecutiva sul podio: adesso il distacco dalla terza posizione di Tao Geoghegan Hart è di 5’32”.