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L’Italia ritorna in giallo: Ciccone a La Planche des Belles Filles

L’Italia torna in maglia gialla, a due anni da Fabio Aru, grazie a Giulio Ciccone, protagonista di una lunga fuga, giunto sul traguardo di La Planche les Belles Filles in seconda posizione, battuto solamente da Dylan Teuns.

Cronaca – Il Tour de France presenta il primo arrivo in quota già al sesto giorno di gara, una rarità nell’era moderna. Da Mulhouse a La Planche des Belles Filles (160,5 km), nei Vosgi, un traguardo classico negli anni 2010: Froome nel 2012, poi i trionfi azzurri con Vincenzo Nibali (2014) nell’anno del successo alla Grande Boucle, e Fabio Aru nel 2017.

Sette salite, poca bagarre tra i big – Una bell’abbuffata di gpm in programma, ed è subito fuga con 14 audaci a lanciarsi verso la prima salita. Ci sono i nostri Giulio Ciccone e Andrea Pasqualon, c’è la maglia a pois Tim Wellens, il “solito” De Gendt, Dylan Teuns, luogotenente di Nibali. Il gruppo perde terreno e il distacco supera gli 8’. Wellens fa incetta di punti per la speciale classifica degli scalatori, intanto a 50 km dal termine iniziano a fare capolino in testa al gruppo le maglie della Movistar, e il distacco viene dimezzato.

L’attacco di De Gendt – Protetto da Wellens, compagno di squadra nella Lotto Soudal, si invola Thomas De Gendt, dopo aver superato il Col des Croix (quinto gpm di giornata). Il gruppetto degli ex compagni di fuga si frantuma e sulla penultima asperità, Col des Chevrieres, rimangono Ciccone, Teuns, Meurisse e Wellens. Nel tratto più duro, De Gendt viene raggiunto e staccato, e davanti restano in quattro. Nel gruppo, intanto, fa capolino la maglia iridata di Alejandro Valverde che passa in prima posizione a condurre per i leader Quintana e Landa. Ciccone passa primo in vetta e prende l’abbuono del Point Bonus (8”). Il vantaggio oscilla sui 4’ e la lotta per il successo è ormai un affare tra i fuggitivi. Ciccone non lesina energie, anche perché oggi intravede non solo il sogno di vincere una tappa al Tour, ma anche di vestire la maglia gialla, visto che è il più vicino a 1’43” da Alaphilippe (ridotti a 1’35” dopo l’abbuono).

Teuns e Ciccone si giocano la tappa, Landa sembra spaccare il mondo, poi si sgonfia – Ed ecco la salita conclusiva (7 km all’8,7%), con gli ultimi terribili mille metri, introdotti quest’anno, con pendenze che superano il 20%! Ai -4,4 si staccano, quasi contemporaneamente, prima Wellens e poi Meurisse. Davanti restano dunque Ciccone e Teuns. In gruppo Valverde prima si sposta, lasciando spazio agli Ineos, poi, a dimostrazione di un ritmo non certo indiavolato, torna in prima posizione nuovamente il campione del mondo. Poco incisiva l’attesissimo squadrone della Ineos: staccati alle prime rampe Castroviejo e addirittura Poels. A 3,5 dall’arrivo scatta Mikel Landa. Lo scatto dell’iberico, sempre mani basse sul manubrio, sembra dover portare un vantaggio cospicuo. In realtà il gruppo lo tiene a pochi secondi. Mentre Teuns e Ciccone si giocano il successo di tappa, da dietro veemente reazione di Alaphilippe, con Landa ripreso.

Teuns vince, ma Ciccone è maglia gialla! – L’asfissiante muro premia il belga Teuns, che coglie il successo più importante della sua carriera, Ciccone scuote la testa ma conquista un traguardo ancora più ambito: la maglia gialla. Dietro esce alla grande Geraint Thomas, primo dei big, che raggiunge e supera un esausto Alaphilippe.

Classifica dei big: Thomas il migliore, Bernal passo indietro, Nibali lieve flessione, Bardet quasi fuori – Il vincitore del Tour 2018 oggi guadagna 2” su Pinot; 7” su Quintana; 9” su Fuglsang, Landa, Porte e Bernal; 14” su Adam Yates e Dan Martin; 18” su Uran; 33” su Mas; 35” su Kruijswijk; 51” su Nibali; male Bardet, che paga 1’09” al gallese. In classifica, Giulio Ciccone (pure maglia bianca dei giovani) comanda con 6” su Alaphilppe e 32” su Teuns, dopo George Bennett a 47”, ecco il tandem Ineos con Thomas (a 49”) e Bernal (a 53”).

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