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L’Italia della mountain bike a Tokyo: peggio di così non poteva andare

L’Italia trionfante nel cross country con Paolo Pezzo ad Atlanta 1996 e Sydney 2000 sembra lontana anni luce. A Tokyo i bikers azzurri hanno deluso (forse) le loro stesse aspettative.

Nella gara femminile l’unica atleta in gara era Eva Lechner. La bolzanina ha concluso la prova in 25esima posizione, accumulando dalla vincitrice Jolanda Neff un ritardo di 10’40”. Un abbisso!

Non è andata meglio nella prova maschile dominata da Tom Pidcock. Bisogna scendere al 14esimo posto dell’ordine d’arrivo per trovare il primo dei tre italiani in gara: Gerhard Kerschbaumer ha chiuso in 20esima posizione a 4’34” dal vincitore. Venticinquesimo posto per Luca Baidrot (a 6’16”) e 35esimo posto per Nadir Colledani, un giro di svantaggio per lui.

Peggio di così non poteva andare, insomma. A mente fredda bisognerà riorganizzarsi e cercare la giusta via per il rilancio. C’è da rimboccarsi le maniche in vista dei prossimi importanti appuntamenti, primo tra tutti il campionato europeo in programma a Novi Sad dal 12 al 15 agoto. Dal 25 al 29 agosto, poi, ci sarà da onorare i campionati del mondo, in programma in Italia, dal 25 al 29 agosto.

(nella foto in alto Eva Lechner (classe 1985) subito dopo aver tagliato il traguardo di Tokyo)

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