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Roglic a UAE Tour

Le pagelle della Vuelta – Roglic (quasi) perfetto!

Nel secondo giorno di riposo Primoz Roglic si gode la maglia rossa di leader della Generale. Lo sloveno sino adesso è sembrato inattaccabile. Lo aspettano ancora tappe impegnative, ma il portacolori della Jumbo Visma sembra avere la 74esima edizione della Vuelta a Espana in pugno.

Roglic 9,5 – Domina a cronometro e stacca, a turno, tutti gli avversari in salita incrementando il vantaggio in classifica. Cosa chiedergli di più? Matador.

Pogacar 9 – In costante crescita. Mette in bacheca la seconda vittoria di tappa togliendosi tutti di ruota, meno il connazionale in maglia rossa. Leader dei giovani davanti a Lopez, favorito della vigilia per la maglia bianca, francobollandosi alla sua ruota non lasciandogli spazio per recuperare. Quando vede Valverde in difficoltà nella salita de l’Alto della Cubilla aumenta il ritmo mostrando ambizione e la giusta cattiveria agonistica. E’ nata una stella. Sorprendente.

Valverde 8,5 – Un piccolo segno di cedimento non macchia la sua valutazione. L’esperienza gli permette di limitare i danni anche quando iniziano a bruciare le gambe. Vedere la maglia iridata portata con tanto onore sul podio provvisorio della Vuelta, è un gran piacere. Superbo.

Bennett 8 – Poche chances per i velocisti, ma lui le coglie al massimo. E’ il velocista più sveglio a Oviedo quando vanno quasi tutti giù per terra ma, al netto delle cadute, sembra aver qualcosa più di Jakobsen, Gaviria, Theuns e tutte le altre ruote veloci. Killer.

Lopez 7,5 – Pogacar gli da la paga sia a cronometro che sulla salita di Los Machucos. Ci prova e ci riprova ma lo sloveno lo marca stretto senza concedergli un tubolare. Non appare dominante in salita come nelle prime ascese della corsa spagnola ma ciò non toglie che, per lui, resta una Vuelta
di alto livello. Ci proverà ancora. Indomito.

Majka 7 – Solido come una roccia, dietro i super big c’è subito il buon Rafal. Il podio appare un miraggio e probabilmente non ci crede neanche lui. Chissà che non voglia provare a lasciare il segno in qualche tappa. Quotazioni in rialzo per il polacco. Regolarista.

Edet, Hagen e Pernesteiner 7 – Che bella Vuelta che si stanno regalando questi tre corridori. Nessuno li avrebbe pronosticati nella top 10 a pochi giorni dall’epilogo. Concedono sempre poco sugli arrivi in salita amministrando al meglio la dote di secondi di vantaggio sui rivali alle loro spalle. Chapeau.

Quintana 5,5 – Ci risiamo: si è spento sul più bello, proprio quando stava cominciando a mostrare il Nairo che ci faceva ben sperare. Resta nelle zone alte della classifica e può rappresentare una variabile impazzita nelle ultime due tappe di alta montagna per la Movistar. Però non è questo il ruolo che dovrebbe recitare questo grande campione che forse, il meglio di sè, ce lo ha già fatto vedere. Tramontante.

De Gendt 5 – Ci prova, come sempre. Forse però la terza corsa a tappe in una singola stagione è troppo anche per lui. Un fenomeno delle fughe e sa sempre come intrufolarsi. Una volta dentro soffre e non lascia il segno. Stanco.

Mitchelton Scott 4,5 – Vera delusione della corsa spagnola. Assenti i gemelli Yates, si puntava su Esteban Chaves (voto 4) che, definire anonimo, sembra quasi un eufemismo. Lo stesso Nieve appare rinunciatario senza neppure la consueta propensione nell’entrare nelle fughe buone nei tapponi. Ci aspettiamo un segnale nell’ultima settimana. Inconsistenti.

Poels 3 – Partito con i gradi di capitano del Team Ineos, al pari di Geoghegan Hart (voto 6), esce subito di classifica senza colpo ferire. Prova qualche fuga con scarsi risultati prima di scomparire nelle retrovie senza lasciare tracce di se. Pochi giorni a disposizione ancora per riscattare la sua
prova e dare un segno tangibile della sua presenza. Evanescente.

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