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Le Pagelle del Tour: la brillantezza di Pogacar e la poca concretezza di Sagan

di Andrea Argento

La maglia gialla di Primoz Roglic, ma soprattutto la brillantezza e il coraggio del talento di Tadej Pogacar. Il portacolori della UAE Emirates si merita il voto più alto di questa seconda parte di Tour de France. Al di sotto della mediocrità le prestazioni di Peter Sagan.

Pogacar 9 – Brillante, coraggioso, scattante. Non ha mai perso un metro da Roglic e si concede il lusso di sprintargli in faccia. Senza la sfortuna di quella infausta foratura, chissà che di che classifica staremmo parlando. Sfavillante!

Roglic 8 – Per carità, sembra sempre il solito robot però, più che lui, chi sta davvero impressionando è la sua Jumbo-Visma alla quale sembra che gli uomini avanzino pure per controllare la corsa fino agli ultimi metri. Lui però è lì e sa beneficiarne alla grande. Scarrozzato!

Hirschi 8 – Questo ragazzo farà tanto parlare di se! La vittoria nella tappa di Sarran Corrèze è un capolavoro di classe e caparbietà. E non era semplice dopo esser stato beffato due volte nella prima settimana. Prodigio!

Uran e Porte 7,5 – Non erano tra i favoritissimi della vigilia ma i due esperti corridori si stanno distinguendo per un Tour all’insegna della continuità. Rigoberto è attualmente sul podio tenendo alto l’onore e l’umore dei colombiani che si aspettavano altro ed altri. Il tasmaniano, invece, al suo ultimo Tour da capitano designato, sembra addirittura in crescendo di condizione e pronto all’assalto alla ricerca di un piazzamento migliore. Redivivi!

Caruso 7 – Al fianco ed al servizio di capitan Landa (voto 6,5), si regala un Tour da protagonista mettendosi in luce come uno degli ultimi gregari a perdere le ruote dei big in salita, con un buon piazzamento nella Generale e da primo degli italiani in classifica. Patriottico!

Rolland 6,5 – Ci prova, ci riprova e ci riproverà animando la corsa, quello che piace ai francesi giù di morale e pure a noi! Proverà a prendersi la maglia a pois nell’ultima settimana? Se lo meriterebbe. Instancabile!

Quintana 4,5 – L’inizio di stagione dopo il cambio di casacca, ci aveva fatto sperare nel ritorno a certi livelli del buon Nairo. Invece crolla sul più bello e dice addio ai sogni di gloria, rinascita e riconquista di quelle posizioni in gruppo che gli competono. Non gli resta che provare a difendere un piazzamento importante, per se e per la sua Arkea. Spento!

Bernal 4 – Scuote il capo quando la luce si è spenta. Abdica il campione in carica e pone fine all’era Sky-Ineos-Grenadiers. Che non fosse quello dello scorso anno e magari soffrisse gli sloveni, era abbastanza evidente. Il crollo però, non era preventivabile e pone interrogativi. Deluso!

Sagan 3,5 – Mezzo punto in meno per le aspettative e per non aver saputo mai concretizzare il lavoro della sua Bora, spremuta ad ogni colpo di vento, dentello sul percorso o traguardo, sia esso volante o finale, ma sempre con il medesimo risultato. La maglia verde è lontana e lui prende la paga da troppi allo sprint. Sicuramente ci sono tante cose da rivedere senza discutere classe e carisma di questo grande campione. Appassito!