geoghegan_hart_cyclingtime

Le pagelle del Giro – Geoghegan Hart a pieni voti

di Andrea Argento

La vittoria del britannico non era neanche preventivabile il primo giorno di gara da Monreale. Poi il ritiro di Thomas gli ha messo sulla giacca il gradi di capitani. Il giovane della Ineos Grenadier non si tira indietro a alla fine vince. Scarsa la prova di Viviani, mai protagonista negli arrivi in volata.

Geoghegan Hart 10 – Sembrava già fuori classifica dopo la tappa dell’Etna. Orfani di Thomas, serviva un piano alternativo per provare ad essere protagonisti anche in ottica Generale. Tappa dopo tappa è cresciuto mostrando caparbietà, una gamba eccezionale ed un gran coraggio. Vince la tappa a Piancavallo e sul Sestriere ma è sullo Stelvio, coadiuvato da Rohan Dennis (voto 8,5), che ribalta il Giro. La crono finale serve per completare una rimonta, mettendo le cose in chiaro, vincendo la resistenza dell’ultimo rivale rimasto sulla sua strada. Onirico.

Hindley 9,5 – E’ mancato davvero poco per questo giovane australiano, ad un passo dal cogliere una tanto grande quanto inaspettata impresa. Nell’ultima settimana si è preso, sulla strada, i gradi di capitano della Sunweb stravolgendo le gerarchie. Fedele scudiero fino a Piancavallo, sullo Stelvio è l’unico che può rovinare i piani della Ineos. Vince ai Laghi di Cancano e duella al Sestriere dove si prende la maglia rosa. Gli è mancata la crono finale, specialità nella quale deve migliorare se vorrà esser certo, in futuro, di tornare per vincere come ha dichiarato. Spavaldo.

Ganna 9,5 – Quattro vittorie di tappa con tre crono stradominate ed una azione strepitosa in una tappa di montagna risolvendo una fuga da lontano con le braccia al cielo. Questo ragazzo farà la storia. Motorino.

Almeida 9 – La sua foto in maglia rosa resterà per sempre nell’album dei ricordi di questo Giro. Gli è mancato il podio finale ed una vittoria di tappa ma, il giovane portoghese, si è definitivamente consacrato. Un primato durato 15 giorni figlio di una straordinaria propensione nelle corse contro il tempo e qualità da scalatore unite ad uno spunto veloce non indifferente. Farà parlare di se. Protagonista.

Demare 9 – Ogni volta che c’è stato da sprintare contando sul sostegno di Guarnieri (gregario che in tema di pilotare sprinter in volata merita un 10 e lode, sempre), nessuno gli ha messo la ruota davanti prendendosi la maglia ciclamino. Basta? Spietato.

Sagan 7,5 – Non sarà quello di una volta, ma a Tortoreto ha dimostrato di essere ancora un gran campione. Si iscrive al club dei vittoriosi in tutte le grandi corse a tappe. Storico.

Kelderman 7,5 – Si, cede sul più bello ma, tra i capitani designati della vigilia, è l’unico che salva capra e cavoli salendo sul podio di Milano. Ad un certo punto sembrava potesse vincere, vero anche questo, ma se i due ragazzini sono andati più forte non è certo colpa sua. Sorpreso.

Masnada 7 – Ha fatto della costanza, l’arma principale del suo Giro. Sempre lì dietro i primissimi big, in appoggio a Joao Almeida e per se stesso. Uno sul quale, senza aspettarsi numeri da fuoriclasse, ci si può contare. Solido.

Swift 7 – Stiamo parlando di un velocista o presunto tale che termina il Giro con tanti piazzamenti di tappa, lavoro immenso da gregario per i suoi capitani di turno, contributo importante per la vittoria della classifica
a squadre della sua Ineos ed un diciottesimo posto finale nella Generale. Tanta roba per una ruota veloce o categorie affini. Poliedrico.

Fuglsang 6 – Partito per vincere il Giro, si trova a chiuderlo al sesto posto. Ad un certo punto sembrava potesse andar pure peggio, fino alla reazione sullo Stelvio. Rivedibile.

Nibali 6 – Di stima, per la tenacia e la signorilità. Ci si aspettava potesse vincere questa corsa, specie dopo i forfait di Thomas e Simon Yates (entrambi s.v), i suoi due rivali più accreditati alla vigilia. Dimostra invece di non avere la forza dei giovanotti terribili e finire in un piazzamento piuttosto anonimo rispetto alle aspettative sue e di tutti gli appassionati. Riconosce la forza degli avversari e non accampa scuse inutili. Gli fa onore ed è il modo per prender atto della situazione per ridisegnare gli obiettivi futuri. Realista.

Majka 5 – Si spegne a poco a poco, giusto quando si era messo in una posizione ideale per provare qualcosa di interessante. Respinto dalla terza settimana, facendo peggio anche del suo compagno Konrad (voto 6,5).
Appassito.

Viviani 3 – Non ce l’abbiamo con il nostro oro olimpico dell’Omnium. Ma un solo piazzamento nei primi 5, come lo dobbiamo valutare? Nella stessa maniera di tutti i velocisti italiani in questo 2020 nelle grandi
corse a tappe, ad eccezione di Nizzolo. Amletico.