Carapaz Movistar

Le pagelle del Giro: dal sorprendente Carapaz al deludente Jungels

Prima della seconda giornata di riposo, l’arrivo di Como ha aperto nuove prospettive per la vittoria finale della 102esima edizione del Giro d’Italia. Non solo sfida tra Roglic e Nibali: spazio al sorprendente Carapaz e a coloro i quali hanno nelle gambe la possibilità di far saltare il banco e sovvertire i pronostici della vigilia.

Carapaz 9: Un ecuadoregno in maglia rosa! Non è il titolo di un film, ma la splendida realtà di questo Giro d’Italia. Corre da campione coniugando una grande gamba ad una condotta di gara strategicamente perfetta, attaccando sempre nel momento corretto e battezzando, in ogni occasione, la ruota del rivale più pericoloso. Strepitoso sia a Ceresole Reale che a Courmayer dove centra l’accoppiata Tappa e Maglia. La terza settimana ci dirà se potrà vincere il Giro. Fino a questo momento non ha mostrato il minimo segno di cedimento. Sorpresa si, ma fino ad un certo punto.

Nibali 7,5: Si fa ipnotizzare da Roglic nella tappa che portava a Lago Serrù. La reazione è forte e veemente nelle due tappe successive dimostrando, sul Civiglio, di essere il più forte al netto della maglia rosa. Ci aspettiamo scintille nella terza settimana già a partire dal Mortirolo.

Majka 7: Forse poco appariscente ma è sempre lì nelle posizioni che contano. In salita è senza dubbio uno dei più forti e regolari. Staccarlo sarà difficile e sembra pronto a sfruttare possibili defaillance altrui per saltare sul podio. La sua candidatura l’ha già lanciata.

Landa 6,5: Dopo le difficoltà della prima settimana, si rifà con gli interessi. E’ uno degli scalatori più performanti del Giro e si è insediato in una posizione di classifica molto interessante, specie dopo il “numero” realizzato sull’ascesa di Lago Serrù. Per la Movistar, qualcosa in più di una alternativa a Carapaz e può rappresentare una carta fondamentale. Attenzione a lui.

Polanc 6,5: Bravo a centrare la fuga giusta per vestirsi di Rosa a Pinerolo e a difendere il vessillo del primato a Ceresole Reale. Nulla può a Courmauyer di fronte allo strapotere degli scalatori più accreditati. A Como dimostra che ha tutta l’intenzione di tenere duro con il sogno di regalarsi una top 10 finale, tutt’altro che preventivabile alla vigilia. Due anni fa ci andò vicino, gli auguriamo possa essere la volta buona. Lottatore vero.

Roglic 6: Si, forse sta pagando un pò le fatiche di inizio stagione visto che ha cominciato a vincere già a Febbraio. La sua pedalata in salita è sembrata tutt’altro che brillante anche se le sue qualità da cronoman gli permettono di limitare i danni quando decide di salire del suo passo. Sfortunato a Como quando si trova prima a dover inseguire per un guasto meccanico, poi quando cade nella discesa del Civiglio con la bicicletta presa in prestatito dal compagno di squadra Tolhoek. Guai che avrebbero scalfito e innervosito chiunque, ma non lui. Non questo Roglic. Il Mortirolo emetterà il suo verdetto sulle ambizioni di maglia rosa dello sloveno.

Yates 6: Di stima più che altro. E’ la vera delusione di questo Giro ed i quasi 5′ e mezzo di ritardo da Carapaz dicono tutto. Ma il britannico è duro a morire e non vuol terminare la corsa facendosi relegare nell’anonimato. A Ceresole Reale perde subito le ruote dei favoriti mentre, nelle tappe successive, decide di animare la corsa e rosicchiare secondi preziosi ai rivali. Missione compiuta, senza dubbio, ma quando Nibali e Carapaz hanno aperto il gas sul Civiglio ha mostrato di non avere la forza di questi due. Sarà la variante impazzita dell’ultima settimana? C’è da scommetterci.

Miguel Angel Lopez 5,5: La realtà è che darebbe anche la sensazione di averne ma, dopo aver accumulato un pesante svantaggio nella crono di San Marino, ci si aspettava di vederlo battagliero sin dalle prime rampe delle salite decisive. Sfortunatissimo a Ceresole Reale con una foratura nel momento clou dell’ascesa, paga l’inseguimento al gruppo dei più forti dove quasi, tutto solo, riusciva a ricucire uno strappo di 40″ a testimonianza delle qualità del corridore. Nei giorni successivi si limita al compitino senza incantare. Le pendenze della terza settimana lo chiamano a dimostrare il suo valore reale.

Viviani 4,5: La settimana inizia con grandi aspettative su di lui. Le ultime volate confermano che c’è qualcosa di rotto nella sua testa ancor prima che nelle sue gambe. Il declassamento di Orbetello ha certamente influito ma un campione come lui deve saper rispondere a suo modo: vincendo. Trova sempre qualcuno che mette la ruota davanti alla sua prima di abbandonare mestamente il Giro ai piedi delle grandi salite. Siamo certi che lo vedremo riscattarsi.

Jungels 3: Non ci siamo! Benino nelle due crono sin qui disputate, ma la seconda settimana ha spento ogni velleità del lussemburghese. La Deceuninck puntava tutto su di lui per la classifica tanto da optare di non difendere il titolo alla Liegi per prepararsi al meglio per questa corsa. Qualcosa sarà andato storto perchè, ogni volta che la strada sale e qualcuno accelera, è il primo ad alzare bandiera bianca. Bocciato.

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