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Nibali nel 2019 potrebbe partecipare sia al Giro d'Italia sia al Tour de France

L’analisi – Il Tour esce dalla testa di Nibali

L’inatteso crollo di Vincenzo Nibali nell’ottava tappa sulla cote de Jaillère (2 km appena) e nei rimanenti chilometri (12) verso il traguardo di Saint Etienne, lasciano in dote una scoppola di 4’25” in pochissimi km, ma soprattutto a colpire è stato l’atteggiamento arrendevole e addirittura disinteressato con il quale il vincitore del Tour 2014 ha concluso la tappa assieme a Bettiol (a proposito, il toscano si ricordi che ha vinto sì un Giro delle Fiandre, ma che ancora non ha null’altro nel curriculum vittorie). E dopo l’ottava anche nella nona frazione lo Squalo dello Stretto sembra aver alzato troppo presto bandiera bianca.

Le spiegazioni di un crollo imprevisto – Quando ti chiami Vincenzo Nibali e poco più di un mese fa sei arrivato secondo al Giro d’Italia, non puoi andare a fare passerella nella corsa più importante al mondo. È vero che in questo 2019 puntava fortemente al Giro, ma è altrettanto vero che al Tour non andava a fare il turista. Stage e preparazione specifica a giugno allora per cosa erano? E poi, dopo le forzate assenze di Froome e Dumoulin (favorito n. 1 e n. 2 della Grande Boucle) non era azzardato pensare che il siciliano potesse rivedere i programmi di non fare classifica. Dopo la corsa rosa infatti, l’obiettivo in Francia inizialmente doveva essere 1-2 tappe e la maglia a pois (sic) ma, chiaramente, lui e il suo staff nelle ultime settimane pensavano a qualcosa di più importante. Allora, cosa è successo? Ora, correrà senza pressioni, ma un campione c’è abituato, guardate Valverde, sempre sul pezzo, una roccia (inimitabile) da 16 anni! Nibali è un campione (4 GT vinti e 11 podi complessivi è tanta roba) e non può andare al Tour a rimediare figuracce (ricordate l’edizione 2016?), altrimenti resti a casa e prepari altri obiettivi. Si dirà che ha 35 anni, che non vince una gara dalla Milano-Sanremo 2018 (483 giorni!), quasi un anno e mezzo, sinceramente troppi.

Qualcuno ha detto che non doveva fare il Tour, ma sin dall’inizio dell’anno erano in programma i due GT e lui era consapevole di questo. A mettere carne sul fuoco, poi, il cambio di casacca nel 2020, col passaggio alla Trek Segafredo. Nibali dunque deve presto trovare la giusta misura, serve un colpo di coda dei suoi per non rendere questo Tour un anonima comparsata.

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