La frustata iridata di Alaphilippe!

di Ettore Ferrari

Con uno splendido assolo sull’ultimo strappo dell’ultima tornata, Julian Alaphilippe si è involato verso il sogno mondiale giungendo tutto solo nell’autodromo di Imola. Wout Van Aert ha bissato l’argento della crono iridata, battendo un drappello di inseguitori con l’emergente Marc Hirschi medaglia di bronzo. Damiano Caruso 10° è (come al Tour) il primo degli italiani.

Percorso – Circuito unico (era dal 2014 che non accadeva) di 28,8 km (il primo 27,8) da ripetere 9 volte per complessivi 258,2 km. Arrivo suggestivo nell’autodromo di Imola dedicato ad Enzo e Dino Ferrari, 52 anni dopo il trionfo solitario di Vittorio Adorni. Due le salite: quella di Mazzolano di 2,8 km al 5,9% di pendenza media (con andamento irregolare: i primi 1000 metri che sfiorano il 10%; 500 m al 7,2%; 500 m al 3,2%; gli ultimi 800 m all’1,5%); la seconda è la Cima Gallisterna di 2,7 km al 6,4% (800 m al 3-4%; 1300 m al 10,9% con punte del 14%; 400 m in discesa; gli ultimi 200 m al 4,5%). Dopo quest’ultimo strappo mancheranno 11,9 km per giungere all’arrivo, con discesa e ultimi 3000 metri nell’autodromo.

Cronaca – Sono 177 gli atleti al via in rappresentanza di ben 43 nazioni per il Campionato del mondo n. 93 (prima edizione nel 1927 con il primo dei tre trionfi di Alfredo Binda). Non parte Alexej Lutsenko per positività al Covid-19.

La fuga iniziale – Eduard Grosu (Romania), Jonas Koch (Germania), Torstein Traeen (Norvegia), Marco Friedrich (Austria), Yukiya Arashiro (Giappone), Ulises Castillo (Messico) e Daniil Fominykh (Kazakistan). Sette uomini di sette nazionali. La corsa si dipana senza sussulti, poi al trascorrere dei chilometri il gruppo lima il ritardo e inizia a riprendere gli attaccanti. Koch e Traeen sono gli ultimi ad essere ripresi sulla salita di Gallisterna (-69,1) nel corso della settima tornata. È la Francia, che corre compatta per Alaphilippe, a riportare il gruppo sui battistrada. La gara entra nel vivo ed è Nans Peters con altri due connazionali ad imprimere una velocità sostenuta. Con i “galletti” in testa e i belgi subito dietro si conclude il giro. Mancano 57,6 km alla fine e Tadej Pogacar è costretto ad un cambio di bici. Lo sloveno, trionfatore una settimana fa al Tour, rientra immediatamente.

Il Belgio padrone, ma Pogacar vola solitario – I belgi prendono in mano la corsa con Tiesj Benoot, Van Avermaet, Wellens e un Van Aert che sembra correre sul velluto. Sulla Salita di Gallisterna, però, esce con facilità Tadej Pogacar. Lo sloveno si isola al comando! Mancano ben 42 km al traguardo, ma il fenomeno dell’UAE insiste, si volta, aspetta la risposta magari di un drappello, che non arriva. A questo punto, non si risparmia e ci dà dentro. All’inizio dell’ ultimo giro (-28,2) ha 25” sul gruppo tirato sempre dal Belgio.

Ultimo giro, Pogacar si spegne, Nibali ci prova, Alaphilippe mette K.O. i rivali – La Spagna (ancora numerosa davanti) affianca il Belgio ai -25. Valverde, che con i suoi 40 anni è il più vecchio corridore in gara, è ancora della partita. Inizia l’ultima ascesa verso Mazzolano, la pedalata di Pogacar diventa pesante e da dietro attacca Tom Dumoulin. Il neerlandese riprende lo sloveno (-21,6) e trecento metri più avanti torna sotto il gruppo: tutti assieme. Allungo di Damiano Caruso, più per toccare il polso agli avversari. Sul ragusano si riportano immediatamente Carapaz e Van Aert. Rasoiata di Vincenzo Nibali! Il messinese si porta dietro Uran, Landa e l’immancabile Van Aert. Finisce lo strappo, mancano 20 km per decidere il nuovo iridato. In discesa la Francia riporta sotto il gruppo. Si arriva ai piedi della salita conclusiva di Cima Gallisterna ed è ancora Benoot a tirare la carretta per il Belgio, molto generoso anche l’olimpionico Van Avermaet, che si sacrifica per Van Aert. Parte Hirschi, che 2 anni fa vinceva, sul durissimo circuito di Innsbruck, il mondiale U-23. L’elvetico, premiato come super combattivo al Tour e vincitore di una splendida tappa, allunga e strappa il gruppo. Davanti restano in sette, c’è anche Nibali, che, però, nel tratto più duro si stacca. La gara volge all’epilogo e mentre Michal Kwiatkowski è in testa scatta alla sua maniera Julian Alaphilippe! Kwiatkowski e Van Aert, che lo hanno battuto in due edizioni della Sanremo (rispettivamente 2017 e 2020) non riescono a replicare. Il francese supera lo strappo e si tuffa in discesa con l’impeto e la grinta che tutti gli riconoscono. Alle sue spalle un quintetto di elevato spessore: Van Aert, Kwiatkowski, Roglic, Fuglsang e Hirshi. Il vantaggio è minimo, ma gli inseguitori non trovano mai un vero accordo e “D’Artagnan” conquista la maglia dei suoi sogni. A 24” WVA è secondo (aggiungendo un’altra medaglia alla sua collezione infinita tra cross e strada), quindi Hirschi che si prende un bronzo pesantissimo alla seconda partecipazione mondiale Elite; 4° Kwiatkowski, 5° Fuglsang e 6° un abulico Roglic (la mazzata al Tour non è facile da digerire…). A 53” il veloce Matthews supera l’eterno Valverde (all’ennesima top-ten iridata), Schachmann e l’ottimo Caruso; 15° Nibali a 57”.