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La dura vita del ciclocrossista italiano

L’Italia non aveva grossissime ambizioni di medaglia per i Campionati del Mondo di Dubendorf. Da anni nel ciclocross non riusciamo a esprimere una vera e propria eccellenza. Lontani, lontanissimi sono i successi di Daniele Pontoni e ancora più lontani quelli di Vito Di Tano e di Renato Longo.

Disastro maschile – A Dubendorf i risultati degli azzurri sono stati deludenti e a tratti mortificanti, basti pensare ai due giri di ritardo accumulati da Nicolas Samparisi e Cristian Cominalli (rispettivamente 30esimo e 31esimo al traguardo) nella prova Elite vinta da Mathieu Van der Poel. Non è andata meglio meglio Under 23, dove il primo degli italiani – Antonio Folcarelli – ha chiuso in 18esima posizione col ritardo di 3’12” da Ryan Kamp. Nella categoria Junior il migliore degli azzurri è stato Lorenzo Masciarelli, arrivato al traguardo in 19esima posizione col ritardo di 2’57” dal belga Thibau Nys. Che dire… non ci resta che piangere!

Top ten dalle donne – A salvare quel briciolo di onore italico, però, come sempre più spesso avviene negli ultimi tempi, ci hanno pensato le donne: settimo posto per Eva Lechner nella gara Elite donne, dominata dal trio olandese composto da Ceylin Del Carmen Alvarado, Annemarie Worst e Lucinda Brand. Nella prova riservata alla categoria Under 23 femminile confortanti prestazioni da Francesca Baroni e Sara casasola, giunte rispettivamente settima e ottava al traguardo.

Parlare di delusione, dunque, non è azzardato. I valori espressi in campo dalle maglie azzurre rasenta l’umiliazione. Si ritorna da Dubendorf con una valigia piena di delusione. A chi di dovere trovare i giusti rimedi e correttivi.

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