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  • Categoria: Vuelta

Contador - smettere o continuare?

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Nel 2015 Alberto Contador annunciava che avrebbe corso ancora un anno prima di smettere. Poi, già in primavera, si è fatta avanti l’idea (e la Trek-Segafredo …) di voler proseguire l’avventura agonistica. Dopo la caduta e il conseguente abbandono al Tour, quest’idea è diventata ancora più forte. Fa bene o fa male?

Icona dei Grandi Giri. Contador è già nella storia come uno dei più grandi nelle corse a tappe: 9 GT sul campo … 7 ufficiali (dopo la revoca di un Tour e di un Giro) poco importa, è uno dei più vincenti di sempre (senza dimenticare le molte vittorie nelle altre corse a tappe). Il suo stile inconfondibile in salita, con la sua irresistibile “danza” ha lasciato il segno per un decennio. Ma, nonostante abbia dimostrato di essere ancora altamente competitivo (nel 2016: 3° e 1 tappa alla Volta ao Algarve; 2° alla Paris-Nice; 2° alla Vuelta a  Catalunya; Giro dei Paesi Baschi e 1 tappa; 5° al Critérium du Dauphiné con la vittoria nel prologo; Vuelta a Burgos), bisogna riconoscere che le cadute stanno avendo un ruolo sempre più determinante negli appuntamenti più importanti.

Effetto cadute. Nel 2014 l’amaro ritiro al Tour, poi con classe e autorità riuscì a tornare (nonostante la fasciatura alla gamba destra) protagonista e a vincere la Vuelta davanti a Froome (anche lui reduce da una caduta alla Grande Boucle); l’anno scorso un capitombolo nella prima parte del Giro d’Italia non gli preclusero il trionfo finale nella corsa rosa; quest’anno è finito a terra nella prima e nella seconda tappa al Tour, lui ha resistito ma poi ha dovuto arrendersi; alla Vuelta lo vediamo incerottato al gomito e al ginocchio sinistro (caduta all’ultimo km nella 7^ tappa). Nonostante l’ultima sfortuna sta lottando come un leone nella corsa di casa. Ieri, ai Lagos de Covadonga, ha acceso la miccia, ma poi ha dovuto arrendersi negli ultimi 2,5 km alla freschezza di Quintana, e subire il ritorno di Froome e Valverde. La sua Vuelta è ancora in gioco (5° a 2’54” da un ritrovato Nairo Quintana), ma è chiaro che solo un colpo di genio (a cui lui ci ha abituati in passato) può regalargli il poker.

Carta d’identità e prospettive. Bisogna essere obiettivi, il 6 dicembre il Pistolero compirà 34 anni e in salita non sembra poter essere il più forte come un tempo. E allora perché non chiudere quando ancora si è competitivi, visto che il rischio di un ulteriore calo di risultati è più che evidente? Molti campioni in passato hanno cercato ostinatamente il grande successo rimediando brucianti sconfitte e solo pochi hanno avuto la lucidità di lasciare al momento giusto (su tutti Bernard Hinault, ma anche Indurain, Bartoli, Bettini e adesso Cancellara). Contador è Contador e non può permettersi di rimediare sconfitte con il curriculum che ha.

Sogno impossibile Tour. Tutto parte da quel Tour vinto e poi revocato per la positività al clenbuterolo. Era il 2010 e da allora Alberto non è più riuscito non solo a vincere ma neanche a salire sul podio della massima corsa a tappe del mondo. Se continua è chiaro che il sogno è di tornare a vincere a Parigi. Un sogno che può trasformarsi in una chimera.  

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