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Contador, Valverde e Hansen a caccia di primati

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Scatta la 71^ edizione della Vuelta a Espana, ultimo GT della stagione. Tanti gli spunti alla vigilia di una corsa, che si annuncia molto impegnativa, e che presenta una starting-list di primordine.

Contador a caccia del poker. Molta attesa attorno al fuoriclasse madrileno che, dopo le cadute e il conseguente ritiro al Tour (principale obiettivo stagionale), si ripresenta sulle strade di casa per la quarta volta in carriera. Le precedenti occasioni (2008, 2012 e 2014) sono stati tutti trionfi. Quest’anno, come due anni fa, il ritiro alla Grande Boucle gli ha fatto cambiare programma e la Vuelta diventa vitale per il bilancio di stagione. Tra l’altro è l’ultima volta che la sua squadra, la Tinkoff dell’omonimo magnate russo, sarà al via di una grande corsa a tappe visto che a fine anno chiuderà i battenti. Anche il futuro di Contador è ancora incerto. L’anno scorso aveva detto che questa doveva essere l’ultima, ma l’intenzione è quella di continuare accettando nuove sfide. Tornando alla Vuelta, non convince del tutto il gruppo dei gregari a disposizione, ma lui ha dimostrato (ricordate il Giro 2015, quando da solo è riuscito a resistere, sulle salite decisive, al forcing degli Astana) di saper fare anche da solo. Vedremo, certo il traguardo è stimolante: diventare il plurivittorioso della massima corsa a tappe iberica (eguagliando Roberto Heras, a cui un successo è stato prima tolto e poi ridato) con quattro acuti in altrettante presenze.

Valverde evergreen. Un altro grande di Spagna, Alejandro Valverde, sta di anno in anno conquistando nuovi e ambiziosi traguardi. Tante vittorie, innumerevoli piazzamenti, vari primati (più volte sul podio alla Vuelta, ai mondiali e nella Clasica S. Sebastian). Ad inizio anno aveva annunciato che correre tutti e tre i GT a grandi livelli non era un’utopia. Puntuale ha rispettato la tabella, dopo aver concluso al 3° posto il  suo primo Giro d’Italia (completando il cerchio dei podi nei GT), e al 6° il Tour de France, adesso si presenta nella corsa di casa, dove ha raccolto tanto (fra cui l’unico successo in un Grande Giro nel 2009) in quattordici anni di carriera. Come al Tour, correrà in appoggio del più giovane Nairo Quintana, ma sempre con licenza di colpire, magari andando a centrare un'altra top-10 come solamente Raphael Geminiani e Gastone Nencini seppero fare nei lontani anni’50.

Hansen, lo stakanovista per antonomasia. Chi ai tre Grandi Giri ci è abbonato è l’australiano Adam Hansen, che correrà il 16° GT consecutivo! Dalla Vuelta 2011 non si è più fermato, partecipando e concludendo quindici grandi corse a tappe consecutive (Vuelta 2011 e poi tutti e tre i GT nel 2012, 13, 14, 15 e Giro e Tour ’16). Il record è già suo dallo scorso anno, ma l’intento è quello di ritoccarlo ancora una volta.

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