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Rodriguez in rojo, Aru vicino, ma il tappone è una delusione. Successo di Schleck

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L'ultimo arrivo in salita è appannaggio del lussemburghese Frank Schleck, un tempo capace di arrivare sul podio di un Tour. Il corridore della Trek, 35 anni, distanzia nel finale gli altri protagonisti della lunga fuga iniziale (3° Moreno Moser). Sette salite non sono bastate per fare spettacolo tra i favoriti, solo all'ultimo chilometro (!) si infiamma la lotta con Joaquin Purito Rodriguez che guadagna 2" su Fabio Aru, sufficienti per conquistare la maglia rossa di leader (che non indossava dal 2012) con un secondo sul capofila dell'Astana. Domani riposo.

 

Cronaca. Neanche sette salite (sic) ed oltre 5.000 metri di dislivello riescono a stimolare i migliori della classifica ad attacchi a lunga gittata. Anche oggi niente! Spazio e pubblicità per i coraggiosi di giornata: Carlos Verona (Etixx-Quick Step), George Bennett (Lotto NL-Jumbo), Frank Schleck (Trek Factory Racing), Omar Fraile (Caja Rural), Cyril Lemoine (Cofidis), Tsgabu Grmay (Lampre-Merida), Moreno Moser (Cannondale-Garmin), Rodolfo Torres (Colombia), Lawrence Warbasse (IAM Cycling) e Pierre Rolland (Team Europcar). Il vantaggio dei dieci sale sino a raggiungere proporzioni vistose, addirittura 22’! Il solito Fraile fa incetta di punti nei vari gpm consolidando la sua leadership nella speciale graduatoria dei grimpeur (si fa per dire … perché poi negli arrivi in salita non si è mai visto); Moreno Moser è alla disperata ricerca del talento che aveva fatto intravedere agli esordi e che poi si è, per ora, disperso; Frank Schelck, ormai senza il fratello Andy (ritiratosi l’anno scorso), cerca un successo per rinverdire una buona carriera ormai al crepuscolo. Le squadre dei big tirano per ridurre il margine, ma per il successo di tappa è troppo tardi. Due corse in una, per il successo di tappa dopo la penultima salita, restano davanti Schleck e Torres che iniziano da soli l’erta conclusiva dell’Alto Ermita de Alba (6,8 km all’11,1%) che presenta alcuni punti addirittura al 21%! È l’ultimo arrivo in salita, domani giorno di riposo e poi la temutissima cronometro di mercoledì. I due di testasi studiano, ma poi negli ultimi due chilometri emerge la maggiore esperienza di Schleck che si invola verso un successo che lo ripaga dopo alcune stagioni di anonimato, dopo aver fatto una buona carriera (ricordate l’Amstel Gold Race 2006 e il successo all’Alpe d’Huez davanti a Cunego nello stesso anno?). Gli uomini di classifica continuano a studiarsi, davanti tirano gli Astana con un generoso Diego Rosa. Nonostante pendenze davvero proibitive, nessuno attacca. Una tappa deludente che conferma che la corsa la fanno i corridori e non i percorsi, ancorché selettivi. Frank Schleck, intanto, va a conquistare il meritato trionfo che lo ripaga dopo una corsa all’attacco. Torres conserva la seconda posizione, poi alla spicciolata gli altri protagonisti della fuga. Nel gruppo dei pretendenti al successo di questa 70^ Vuelta, la selezione avviene in modo naturale e restano in nove: Landa e Aru (Astana), Nieve (Sky), Majka (Tinkoff-Saxo), J.Rodriguez e Dani Moreno (Katusha), Quitana (Movistar), Dumoulin (Giant-Alpecin) e Meintjes (MTN); perdono terreno invece Chaves e Valverde. Aru ha una brutta cera e fatica a tenere il ritmo, come ieri l’ultimo chilometro mette le ali ai piedi di Joaquin Rodriguez. Il campione della Katusha guadagna i secondi necessari per scalzare il sardo dalla testa della classifica. Ma i giochi sono ancora incerti.

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