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Aru sul trono della Vuelta! Crollo di Froome, Quintana delude

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Doppietta Astana nella tappa regina della Vuelta 2015: a Fabio Aru il primato a Mikel Landa il successo parziale. Crollo di Froome, caduto nei primi km di gara e poi andato alla deriva nelle ultime tre salite. In ritardo anche Valverde e il favorito di oggi NairoQuintana, che hanno ceduto pesantemente sull'ultima ascesa. Si difende Purito Rodriguez.

Cronaca. La tappa più attesa: sei salite in soli 138 km! Un chilometraggio brevissimo (in perfetto stile Vuelta) con un’autentica abbuffata di salite (con quasi 5.000 metri di dislivello), praticamente non c’è un metro di pianura, si sale e si scende in tutta la tappa. Si inizia sin dalla partenza con la Collada de Beixalis (1^ cat., 6,5 km all’8,7%), poi Ordino (1^ cat., 9,9 km al 7%), Puerto de la Rabassa (1^ cat., 13,8 km al 6,6%), quindi Collada de la Gallina (Categoria Especial, 11,7 km all’8,5%), Alto de la Comella (2^ cat., 4 km al 9,5%) e l’arrivo sull’Alto Els Cortals d’Encamp (1^ cat., 8,7 km al 9,1%). Davvero un menu di fuoco che, però, ancora una volta nel ciclismo contemporaneo non stuzzica la fantasia dei big che risolvono il tutto all’ultima asperità. Infatti, la tappa vive un susseguirsi di attacchi di comprimari, con i migliori al coperto. L’unico sussulto è la caduta di Chris Froome caduto subito dopo il via. Il britannico inizia ad inseguire, riesce a rientrare, addirittura fa lavorare la squadra, poi cede di schianto sulla salita più esigente della giornata (la quarta, la Collada de la Gallina), quando rende oltre 3’ ai pretendenti la roja. Davanti fa incetta di punti per la classifica degli scalatori Omar Fraile, già detentore della maglia di leader. Con l’alfiere della Caja Rural ci sono un redivivo Mikel Landa (Astana), Pawel Poljanski (Tinkoff-Saxo), Romain Sicard (Europcar), Ian Boswell (SKY) e Nelson Oliveira (Lampre-Merida). Sulla penultima asperità di giornata, l’Alto de la Comella, Landa transita primo, il gruppo dei migliori è a 2’, Froome ha ormai mollato. Sulla salita conclusiva, Mikel Landa sferra l’offensiva per dare un senso alla sua Vuelta, mentre nel gruppo degli uomini di classifica allunga Fabio Aru. Si staccano Chaves e il leader Dumoulin, ovvero i due grandi protagonisti della prima parte di questa edizione. Anche Valverde perde terreno, mentre sul sardo si riporta il duo della Katusha, formato da Purito Rodriguez e Dani Moreno. È Nairo Quintana? Per ora niente. Atro scatto di Aru, che stacca Purito e Moreno! Il capitano dell’Astana, galvanizzato dal crollo di Froome e dalla mediocrità di Quintana, mette le ali ai piedi. Mancano ancora più di 5 km all’arrivo e Fabio Aru può conquistare la maglia rossa. Intanto, le impressioni su Quintana non erano errate: il colombiano perde contatto pure da Majka e Nieve, che sono alle spalle della coppia Katusha che insegue Aru. Davanti ad Aru rimane il solo Landa che, però, è ormai irraggiungibile. Lo spagnolo si porta a casa il tappone pirenaico, ma i riflettori sono per Aru che chiude secondo a 1’22”, terzo Boswell a 1'40", Dani Moreno a 1’57”, Purito a 1’59”, Majka e Nieve a 2'10", Chaves e  Dumoulin a 2’59” perde il primato, Valverde a 3’04”, flop di Quintana a 4’19”. Fabio Aru è la nuova malia roja! Classifica generale ridisegnata, alle spalle del sardo di Villacidro c'è l'eterno Joaquin Rodriguez con un distacco di 27", poi l'ex leader Dumoulin a 30", Majka a 1'28", Chaves a 1'29", e Valverde a 1'52"; i due grandi favoriti sono lontani: Nairo Quintana è nono a 3'07", Froome quindicesimo, è lontanissimo a 7'30", ed è ormai fuori dalla lotta per il successo finale.

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Dopo le due vittorie al Giro, primo acuto alla Vuelta per Mikel Landa

 

Moto killer. Ancora un incidente causato da una moto al seguito! Questa volta a farne le spese è stato il portoghese Sergio Paulinho (medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atene 2004, dietro Paolo Bettini). L'altro giorno Peter Sagan è stato costretto al ritiro. E sono due gli episodi, sempre corridori della Tinkoff-Saxo a farne le spese. Il vulcanico magnate russo Oleg Tinkoff, patron della squadra, minaccia di abbandonarae la Vuelta. Ricordiamo solo un mese fa, sempre in Spagna, alla Clasica S.Sebastian, Greg Van Avermaet era stato buttato giù da una moto mentre era all'attacco. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

 

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