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  • Categoria: Vuelta

Hombre de Vuelta - Vincenzo Nibali

vincenzo nibali

Dopo la débacle al Tour, l'Astana si ripresenta ai nastri di partenza della Vuelta a Espana con un tris d'assi: Nibali, Aru e Landa. Il dubbio che accompagnerà tutti fino ai primi verdetti sulle salite è come riusciranno a coesistere tre leaders? Il nostro pensiero è che i veri capitani saranno i due italiani, già perché lo spagnolo, rivelazione all'ultimo Giro (3° con due successi parziali) è alle ultime corse con la casacca kazaka, visto che nel 2016 cambierà aria. Difficilmente Alexander Vinokourov, indiscusso capo del gruppo, gli darà i gradi di capitano. E allora sono i due isolani, il siciliano Nibali e il sardo Aru, a partire teoricamente alla pari. Ma Nibali vuole fortemente rivendicare la sua leadership in seno alla squadra e, soprattutto, raddrizzare una stagione che, dati alla mano, è risultata assai al di sotto delle aspettative. Nessuna vittoria fino al tricolore, dove si è riconfermato campione per il secondo anno consecutivo, poi un Tour tutto in salita che è riuscito solo parzialmente a salvare con una vittoria di tappa sulle Alpi e un quarto posto finale.

vincenzo nibai

Ha vinto la Vuelta nel 2010

Il messinese, 31 anni, vanta un ruolino di primissimo piano sulle strade iberiche. Pochi ricordano che è l'unico italiano ad essere arrivato due volte sul podio alla Vuelta. Il feeling iniziò con il successo nel 2010, anno in cui ottenne il primo acuto in un GT; nel 2011 un brusco passo indietro con un anonimo 7° posto; quindi il secondo posto del 2013, dopo essere stato a lungo leader, superato negli ultimissimi giorni da "nonno" Horner, che a 42 anni (!) realizzò la corsa della vita. Per Vincenzo anche un altro primato: 20 volte in maglia "roja" (7 nel 2010, 13 nel '13), come nessun altro azzurro. Il secondo posto di due anni fa è stata un'occasione mancata, infatti, senza voler togliere meriti all'impresa di Chris Horner, l'impressione è che il campione siciliano abbia buttato alle ortiche un successo ampiamente alla sua portata (lo sottolineammo alla fine di quella competizione). Logico, quindi, che l'imminente corsa iberica rappresenti un duplice senso di rivalsa per Nibali, da un lato conquistare un GT che "salverebbe" il suo 2015, dall'altro "cancellare" quell'inattesa sconfitta.

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