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Contador, mira infallibile alla Vuelta: 3 su 3!

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Intanto un dato: 3 vittorie su tre edizioni disputate! Un ruolino da matador, se poi aggiungiamo le due vittorie (2008-2011) su due al Giro d’Italia (anche se ex post il successo del 2011è stato, per noi, ingiustamente revocato) richiamano alla mente le spedizioni in Italia (Giro) e in Spagna (Vuelta) di un grandissimo del passato, Bernard Hinault. Il campione francese vinse tre Giri su tre disputati (1980-82-85), e due edizioni (1978-83) della Vuelta in altrettante partecipazioni. Numeri da fuoriclasse assoluti. Alberto Contador può a pieno titolo essere orgoglioso di un simile primato nella massima corsa a tappe del suo Paese. I tre successi alla Vuelta hanno avuto ciascuno significati molto forti. Nel 2008, dopo aver vinto il Tour l’anno prima e il Giro, il madrileno completa il tris nei GT imponendosi in maniera indiscutibile alla prima esperienza alla Vuelta. Rispetto ad Anquetil, Gimondi, Merckx e Hinault, che lo hanno preceduto, è il più giovane ad aver realizzato il tris nei GT. La sua supremazia si manifesta con il successo netto sul terribile Angliru, una delle salite più dure d’Europa. È il 13 settembre 2008 e Contador si invola con una serie incredibile di scatti. A 42” Valverde, a 58” Joaquin Rodriguez; i due difendevano ancora i colori della stessa formazione. Conquistata la maglia oro, il giorno dopo il pistolero si ripete ad Esquì Fuentes de Invierno. Autorevole, sicuro e con una nazione che lo incita, Contador è il padrone della Vuelta. A Madrid viene incoronato vincitore con 46” sul compagno di scuderia Levi Leipheimer (che nelle crono gli ha rosicchiato secondi), e 4’12” su Carlos Sastre, quell’anno vincitore a sorpresa del Tour de France; solo 5° Valverde a 6’ tondi, seguito da Rodriguez a 6’50”. Nel 2012 la vittoria del campione di Pinto assume un significato particolare perché è il successo della rabbia contro la squalifica (che gli ha portato via il Tour 2010 e il Giro 2011). Una corsa vissuta in salita per due terzi, a soccombere di fronte agli scatti di Purito Rodriguez (vincitore di 3 tappe) e di Alejandro Valverde (a segno due volte). Dopo il secondo giorno di riposo, con Joaquin Rodriguez saldamente leader, Contador scatena l’inferno nella frazione di Fuente Dé, attaccando ad una cinquantina di km dall’arrivo. È il preludio all’impresa, Rodriguez va in crisi, Valverde si difende e recupera terreno solo nel finale, ma il trionfo è tutto per Contador, che sul traguardo libera un urlo di felicità. Un’impresa degna di questo nome che gli vale la maglia rossa di leader. A quattro anni di distanza, Madrid lo incorona re della Vuelta per la seconda volta; sul podio Valverde e Rodriguez, giù dal podio Froome ad oltre 10’. Il trionfo del 2014, insperato per i postumi dell’infortunio al Tour, rappresenta la vittoria della classe. Mai in crisi in tutte le tre settimane, ha vinto con le gambe, ma soprattutto con la testa e la lucidità del fuoriclasse assoluto.

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