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Il bronzo di Innsbruck partito da casa Fanini

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woods innsbruck

Prima di questa stagione era uno dei tanti del gruppo. Un discreto ciclista a cui era assegnato il compito di gregario. Lo scorso anno, però, si era già messo in evidenza alla Vuelta a Espana, col settimo posto finale. Alla prestazione nella corsa spagnola ha fatto seguito il secondo posto colto l'anno successivo alla Ligi Bastogne Liegi, dietro solo all'imprendibile Bob Jungels. Questo faceva intravedere doti interessanti per il non più giovanissimo Michael Woods, classe 1986. Il successo nella 17esima frazione della Vuelta a Espana 2018 evidenziava la costante maturazione agonistica, concretizzata al mondiale di Innsbruck col terzo posto alle spalle di Alejandro Valverde e Romain Bardet.

Woods, dunque, dal prossimo anno potrebbe non essere più considerato come semplice gregario, ma potrebbe rivestire ruoli importanti all'interno della EF Education First, sua attuale squadra. Una carriera partita da lontano quella del canadese, passata anche dall'Italia e più precisamente da casa Fanini. Il patron dell'Amore & Vita, infatti, nel 2014 lo tesserò con la propria squadra. "Ricordo bene quando l’amico Phil Cortes me lo presentò a fine 2013 per poi prenderlo in squadra nel 2014 e già d’allora, nonostante avesse iniziato a correre soltanto da pochi mesi, si vedeva chiaramente che era un fuoriclasse - commenta il Generale Manager della società toscana Cristian Fanini - Dopo pochi allenamenti riuscì a fare il record assoluto di scalata della salita di Ciapino, un record che ancora oggi nessun corridore è ancora riuscito a battere. Poi, con noi non riuscì a vincere ma colse un bellissimo 2° posto al Tour de Beuace, diretto da Maurizio Giorgini, dietro ad un altro fortissimo corridore (oggi World Tour) Toms Skjuins, in una corsa dall’arrivo in salita che avrebbe vinto sicuramente se non fosse stato che Skjuins era in fuga con molti minuti di vantaggio. Poi andò fortissimo anche al Coppi e Bartali (si rese grande protagonista nella tappa di Sogliano al Rubicone) e ad altre manifestazioni a cui prendemmo parte in quella stagione. Il bronzo di Innsbruck, come le sue altre vittorie, per noi che lo abbiamo scoperto e lanciato sono motivo di grande orgoglio e soddisfazione"

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