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Inchiesta di Lucca: la FCI pronta a costituirsi parte civile

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federazione ciclistica italianaAtto dovuto. "La Federazione Ciclistica Italiana è pronta, dove ne ricorrano le possibilità, a costituirsi parte civile contro chi infanga il nome e l’immagine del ciclismo italiano", questo si legge in una nota diramata dalla FCI. Il riferimento è all'inchiesta di Lucca, partita dopo la misteriosa morte di Linas Rumsas, trovato morto nella sua casa lo scorso 2 maggio. La Guardia di Finanza ha arrestato sei persone legate alla squadra la Gfdd che sta per Gran Fondo del Diavolo, una delle squadre più importanti nel segmento dei dilettanti. Diciassette poi sono le persone indagate dell'inchiesta della procura di Lucca.
 
Comunicato FCI

La Federazione Ciclistica Italiana esprime la sua più profonda indignazione riguardo ai gravissimi fatti di doping emersi nell’inchiesta della Polizia di Lucca: dirigenti, tecnici e perfino genitori di una Società sportiva si sarebbero resi responsabili di indurre al doping gli atleti, procurando loro le sostanze dopanti. Rispetto a questi comportamenti criminali, se confermati dalle indagini in corso, la Federazione avrà il massimo della durezza possibile nel proprio ambito di intervento e come sempre la totale collaborazione con gli organi inquirenti.

La FCI in questi anni ha assunto decisioni drastiche per la prevenzione e la repressione del doping, ha escluso dal ciclismo amatoriale i sanzionati per doping anche se conclusa la loro squalifica, offrendo inoltre la più estesa e qualificata collaborazione alle strutture antidoping del CONI, alla Nado Italia, ai NAS, al Ministero della Salute. I nostri Dirigenti ed i nostri tecnici lavorano all’educazione sportiva, alla formazione tecnica dei giovani atleti con grandi e puliti risultati agonistici, non c’è posto per chi usa queste posizioni per delinquere. La FCI è pronta, come già ha fatto in passato, dove ne ricorrano le possibilità, a costituirsi parte civile contro chi infanga il nome e l’immagine del ciclismo italiano.

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