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I grandi GT partono dall'estero alla rierca di soldi e pubblico

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Nel mondo del ciclismo, negli ultimi anni si sta assistendo ad un fenomeno di globalizzazione che spinge li organizzatori delle grandi corse a tappe a partire dall'stero. E' il caso della Vuelta Espana, del Giro d'Italia e del Tour de France.

Promozione del territorio - Proprio in Italia ci si chiede quale sia l'effettiva convenienza delle partenze in terra straniera e mentre quest'anno, per l'occasione del centnerario, il Giro è partito dalla Sardegna, lo scorso anno la prima tappa si tenne in Olanda, in cui si è partiti da Apildoorn, località patria di biciclette. A quell'occasione, le prima tre tappe si tennero nella regione dei tulipani e grande fu il bagno di folla che si registrò in una terra, quella d'Olanda dove il ciclismo lo vive tutto l'anno. Per l'organizzazione di quelle tappe, la RCS incassò 4 milioni di euro e la regione in quell'occasione, ebbe 480000 visitatori grazie anche alla promozione delle bellezze del territorio attraverso all'imponente copertura televisiva.

Tour e Vuelta - E mentre il Giro d'Italia quest'anno si è tenuto interamente nel nostro paese, il Tour de France è partito dalla tedesca Dusseldorf e  la Vuelta Espana abbraccierà la Francia. La corsa spagnola partirà da Nimes, località situata all'interno della regione della Linguadoca.

Amministrazioni disattente - Nel nostro paese le amministrazioni locali hanno pochi fondi da investire nello sport e spesso sottovalutano la promozione dei territori. Sono poche le realtà regionali locali che puntano sul cislimo per fare promozione e da qui scaturisce la scelta di RCS di fare partire la corsa rosa dall' estero poiché, è proprio l'estero che porta soldi nelle tasche degli organizzatori e della carovana rosa.

I 70 anni di Israele - Anche l'edizione del prossimo anno del Giro 2018 partirà dall'estero. Israele infatti, ospiterà le tre tappe e come sempre accade in questi casi, le polemiche non mancheranno, anche se, dietro tali progetti, ci sono sempre attività economiche e di promozione che vantano una certa importanza. Israele, il prossimo anno festeggierà i 70 anni della fondazione del suo Stato e un arrivo a Roma, più volte ipotizzato negli anni passati, potrebbe essere un grande messaggio di pace nel mondo visto che, entrambi le città, sono considerate Sante.

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