cyclingtime

Primo test alpino: Froome controlla, gli altri non ne hanno. Tappa a Zakarin.

zakarin

La prima delle quattro tappe alpine permette a Chris Froome di aggiungere un mattoncino all'edificio che si conclude a Parigi domenica. Nessuno è riuscito quantomeno a scalfire la supremazia Sky sulle salite elvetiche della 17^ tappa, Berna - Finhaut-Emosson (184,5 km), che ha dato al russo Ilnur Zakarin il prestigioso successo parziale. Nel finale, Froome guadagna su tutti i rivali, eccetto Porte col quale si presenta sul vialone d'arrivo. Crollo di Van Garderen, che esce dalla top-ten.

Cronaca. Giornata interamente elvetica al Tour, con un menu di alto livello. Si inizia con la Côte de Saanenmöser (3³ cat., 6,6 km al 4,8%), si prosegue con il Col des Mosses (3³ cat., 6,4 km al 4,4%) e il gran finale che prevede prima il Col de la Forclaz (1³ cat., 13,0 km al 7,9%), e poi l’ascesa finale con arrivo in salita a Finhaut-Emosson (Cat.HC, 10,4 km al 8,4%). Non prende il via il dominatore degli sprint, Mark Cavendish, pago delle 4 tappe vinte, che preferisce evitare l'indigestione di salite dell'ultima settimana, in vista dell'obiettivo Olimpiadi su pista. Andatura elevatissima sin dall’avvio, un’infinità di tentativi di sganciare la fuga. Si forma al solito un gruppo nutrito con la maglia a pois di Majka, la maglia verde di Sagan (che fa incetta di punti nei traguardi volanti e mette in cassaforte, qualora c’è ne fosse ancora bisogno, la quinta maglia verde consecutiva), il colombiano Pantano (vincitore domenica), Zakarin e tanti altri.

Solito canovaccio. Come spesso accaduto in questo Tour, la fuga decolla e Froome gongola. Minuti su minuti per i fuggitivi che si giocano tranquillamente (si fa per dire) il successo di tappa. Mentre nel gruppo maglia gialla non succede nulla. Ottima performance di Nibali sull'ultima asperità, che lavora per Aru e toglie al leader della classifica due elementi importanti come Thomas e Landa. Ma per il resto non succede quello che si attendeva. La tappa arride al russo Ilnur Zakarin, al primo successo in carriera sulle strade francesi. Ai posti d'onore Jarlinson Pantano (a 55") e Rafal Majka (a 1'26"), rispettivamente primo e secondo tre giorni fa. La bagarre tra i big si accende negli ultimi 2000 metri. È Richie Porte che scatta e lascia la compagnia (dopo che precedentemente c’ra stato un velleitario tentativo di Daniel Martin). Froome controlla e poi si lancia all’inseguimento del suo ex prezioso luogotenente, lo raggiunge con una certa facilità, mentre alle sue spalle i rivali più vicini si sciolgono come neve al sole. L’anglo keniano guadagna una manciata di secondi su Adam Yates, una quindicina su Aru, quasi trenta su Quintana, e una quarantina su Mollema. Il Tour è sempre più nelle mani del capitano della Sky. Adesso Mollema è lontano 2'27", il sempre più sorprendente Adam Yates a 2'53", Quintana scivola a 3'27"; Aru sale dalla decima all'ottava posizione, ma con un passivo che sale a 5'35".

Tagged under: tour de france,,

"Comunicazione ai sensi dir. 2009/136/CE: questo sito utilizza cookies tecnici anche di terze parti."

"L'uso del sito costituisce accettazione implicità dell'uso dei cookies. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser." Per saperne di piu'

Approvo
Per favore dimostra di essere umano!