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Dumoulin vince la tappa. Froome controlla. Si ritira Contador

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Tom Dumoulin si impone sotto una pioggia torrenziale ad Andorra Arcalis, al termine di una fuga iniziata sulla prima salita di giornata. Ma la notizia del giorno è il ritiro di Alberto Contador. Froome prova un paio di volte, ma non punge, Quintana sempre imperscrutabile alle costole del britannico.

Cronaca. Tappa interamente fuori dai confini francesi, da Vielha Val d’Aran ad Andorra Arcalis (184,5 km), si corre in Spagna e nel piccolo principato di Andorra. Un’altra giornata sui Pirenei, sono ben cinque le salite. Subito il Port de la Bonaigua (2.072 metri - 1^ cat., 13,7 km al 6,1%) ed è subito Contador! Il campione spagnolo, ancora acciaccato per le cadute dei primi due giorni, saggia la gamba andando all’attacco assieme a Valverde e a un gruppo folto (una trentina di unità). Ma il tentativo si esaurisce nel breve volgere di qualche chilometro. In vetta (km 19) passa per primo Thibaut Pinot davanti a Thomas De Gendt e Rafal Majka che indossa la maglia a pois. La seconda difficoltà altimetrica è il Port del Cantò (1.721 metri - 1^ cat., 19 km al 5,4%) dopo 87,5 km ed è qui che avviene il colpo di scena. Dopo aver parlato più volte con l’ammiraglia, Alberto Contador mette piede a terra e abbandona il Tour! Le prime informazioni sul capitano della Tinkoff parlano di febbre, oltre alle ammaccature che ancora lo limitano. Contador è costretto ad abbandonare (come due anni fa) i sogni di tornare a vincere la Grande Boucle. Dopo i trionfi del 2007 e del 2009, arrivò il terzo sigillo nel 2010, che poi gli venne revocato per la positività al clenbuterolo. Da allora solo amarezze per il madrileno sulle strade del Tour: 5° nel 2011, assente nel 2012 per la squalifica conseguente a quella positività, 4° nel 2013, ritiro nel 2014 (10^ tappa), 5° lo scorso anno, e adesso nuovo abbandono.

La corsa continua ad essere caratterizzata dalla fuga con, tra gli altri, Pinot, Majka, De Gendt, Dumoulin, Rui Costa e Diego Rosa. Si supera la Cote de la Comella (1.347 metri - 2^ cat., 4,2 km all’8,2%) e il Col de Beixalis (1.796 metri - 1^ cat., 6,4 km all’8,5%). Dietro gli scudieri di Froome tirano, senza strafare e tutti gli altri restano al traino, senza che nessuno tenti il benché minimo attacco.

Andorra Arcalis. Si arriva così all’ultima salita (2.240 metri - H.C., 10,1 km al 7,2%). Il gruppo degli attaccanti è ormai irraggiungibile (quasi 10’ di vantaggio) ed è Tom Dumoulin che si invola nel tratto che precede la salita finale, quando mancano 12,8 km al traguardo. L’olandese della Giant Alpecin, che non fa mistero di puntare alla crono olimpica di Rio, è al Tour per trovare il colpo di pedale migliore. Con una prova convincente resiste al ritorno di Rui Costa e Majka, primi inseguitori. Sotto una pioggia battente e alla grandine, Dumoulin trionfa ad Andorra, a 38” Rui Costa e Majka, poi alla spicciolata i superstiti della fuga iniziale. Nel gruppo maglia gialla, solo timidi allunghi e null’altro. Froome prova un paio di volte con Quintana sempre a ruota. Il colombiano non passa mai davanti alla maglia gialla. Ancora una grande prova della maglia bianca Adam Yates, secondo in classifica, che si permette il lusso di tagliare il traguardo davanti a Froome. Delude Fabio Aru, che perde quasi 1’ dal gruppetto della maglia gialla.

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