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Froome il funanbolo si veste di giallo

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Grande dimostrazione di superiorità di Chris Froome nell'8^ tappa Pau - Bagnères-de-Luchon (184 km), il tappone pirenaico con 4 colli. Il keniano bianco è scattato al termine dell'ultima asperità, il Col de Peyresourde, sorprendendo Nairo Quintana e il resto del gruppetto di testa. Con una discesa "folle" da autentico kamikaze, il capofila della Sky ha distanziato gli inseguitori e concluso in trionfo andando a conquistare la maglia gialla con annesso abbuono (10"). Ancora in affanno Contador. Domani ultima tappa pirenaica.

Cronaca. È il tappone pirenaico per antonomasia, anche se l’arrivo non è in salita. Quattro i colli da superare e si inizia con il leggendario Col du Tourmalet (H.C., 19 km al 7,4%), la cui sommità è, però, a 98 km dal traguardo. Sulla mitica salita, allungano Thibaut Pinot, a caccia del riscatto dopo la defaillance di ieri, Rafal Majka, anche oggi all’attacco invece di rimanere con il capitano Contador, e Tony Martin. In cima, Pinot si aggiudica il prestigioso traguardo della montagna, mentre il gruppo non è lontano (un paio di minuti) e la selezione avviene da dietro, visto che si staccano vari corridori, fra cui Nibali, la maglia gialla Van Avermaet, Alaphilippe. La Sky prende decisamente il comando delle operazioni salendo verso l’erta di Horquette d’Ancizan (2^ cat., 8,2 km al 4,9%), per poi completare il ricongiungimento nella prima parte della terza salita di giornata, il Col de Val Louron-Azet (1^ cat., 10,7 km al 6,8%). Froome è attorniato da ben quattro luogotenenti: Poels, Thomas, Henao e Nieve; Aru può contare ancora su Kangert e Fuglsang; Contador ha al suo fianco Kreuziger e Majka; Quintana è con l’eterno Valverde e con Ion Izagirre; senza dimenticare il trio BMC, formato da Porte, Van Garderen e Damiano Caruso. Sul Col de Peyresourde (1^ cat., 7,1 km al 7,8%) è soprattutto Sergio Henao a scandire il tempo in testa al gruppo dei migliori, con un Valverde molto ispirato sempre attentissimo a pilotare Quintana; Contador, ancora sofferente per i postumi delle cadute del primo e del secondo giorno, non appare quello dei giorni migliori e la sua danza sui pedali è piuttosto scomposta per via dei problemi alla spalla destra. Ai -2 il ritmo aumenta, Froome prova ma non riesce a fare la differenza.

La svolta e il Froome che non t’aspetti. In vista del GPM il vincitore del Tour 2013 e 2015 è in prima posizione con Quintana a ruota, i due passano nell’ordine sotto lo striscione. E qui Cristopher Froome sorprende tutti allungando decisamente all’inizio della discesa. Quintana, si sposta, aspetta Valverde, sorpreso da un attacco così imprevedibile, visto che in passato il keniano bianco era sempre rimasto sulla difensiva nelle discese. E, invece, Froome si lancia negli ultimi 15,5 km come un autentico “paracadutista” lungo la discesa del Peyresourde. In diversi tratti assume una posizione rischiosa, “ad uovo”, molto pericolosa anche se efficace. Il vantaggio aumenta e sfiora i 30”. Giunto a Bagnères-de-Luchon, il fuoriclasse britannico continua a mulinare sui pedali e confeziona l’impresa che non ti aspetti, vincendo in maniera nettamente differente dal passato (arrivi in salita o cronometro). A 13” l’irlandese Daniel Martin precede l’inossidabile Joaquin Rodriguez (37 anni!). Nel drappello dei tredici inseguitori anche Bardet, Kreuziger, Aru, Adam Yates, Valverde, Mollema, Porte, Quintana, Van Garderen, Mejnties e Sergio Henao. Ancora in netto ritardo Contador, che paga un passivo di 1’41” che lo fa scivolare in classifica al 20° posto a 3’12” da Froome. Una classifica che vede Froome in giallo con 16” sul talentuoso australiano Adam Yates (maglia bianca) e sul vecchio Purito Rodriguez, a 17” Daniel Martin, quindi la coppia Movistar, Valverde a 19” e Quintana a 23”; con lo stesso ritardo del colombiano c’è anche Fabio Aru.

Domani ultimo dei tre giorni pirenaici con arrivo ad Andorra, primo arrivo in salita di questo Tour. Sarà ancora Froome-show?

 

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