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Scommettiamo sul Tour: Froome e Quintana i favoriti dai bookmakers

tour de franceCon buona probabilità la vittoria finale se la giocheranno il due volte trionfatore (2013 e 2015) Chris Froome e il due volte secondo classificato (sempre 2013 e 2015) Nairo Quintana lasciando agli scommettitori poche possibilità di guadagno, date le quotazioni bassissime assegnate (2,25 a testa). Entrambi arrivano all’appuntamento con la corsa francese al top della forma, lo dimostrano i rispettivi recenti successi al Giro de Delfinato e alla Route du Sud.

E allora perché puntare su altri corridori, si chiederanno i più e non a torto? Perché la storia del ciclismo è piena di grandi colpi di scena degni delle più intricate trame hollywoodiane. Guardate l’ultimo Giro d’Italia, giusto per fare un esempio, e il percorso sviluppato sulle strade della corsa rosa da due corridori in particolare: Vincenzo Nibali e Steven Kruijswijk. Il primo era il favorito assoluto e ogni eventuale puntata su di lui avrebbe fruttato la miseria di pochi spiccioli. Il secondo era quotato a 85! Avete letto bene…: 85! Fidatevi di chi se lo ricorda bene, avendo giocato a inizio Giro 20 euro sul suo nome come possibile sorprendente vincitore finale. Complice l’exploit dell’olandese e le débâcle subite in sequenza dal siciliano, a tre giorni dalla fine le quote si sono invertite scendendo a 1,15 per la nuova maglia rosa e salendo a oltre 20 per il precedente favorito in apparente decadimento. Quello che è successo dopo lo sappiamo tutti (anche se io sto cercando di rimuoverlo dalla mente dopo che a causa di una malaugurata caduta ho visto sfumare una vincita da 1.700 euro) e ciò dimostra che considerando le infinite insidie disseminate lungo un percorso di tre settimane e migliaia di chilometri non si può mai sapere cosa possa accadere e come anche i favori del pronostico possano variare da un’istante all’altro.

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Alberto Contador (33 anni) due volte vincitore del Tour de France (2007 e 2009)

Quindi spazio alle possibili sorprese, e a parere di chi scrive ce ne sono almeno 4 che potrebbero farci sbancare:

- Contador (8): sarebbe difficile parlare di sorpresa nel caso in cui el Pistolero tornasse a vincere il Tour. La sua fama parla da sola e la sua forma pare essere ottima (come recentemente dimostrato al Giro del Delfinato dove ha comunque pagato dazio al britannico Froome) e le qualità restano indiscusse anche nonostante l’avanzare dell’età e il raggiungimento delle 32 primavere (età non verdissima ma neanche da pensione).

- Porte (20): il cambio di casacca e il passaggio dalla SKY alla BMC darà maggiore libertà d’azione al tasmaniano che in passato ha dovuto convivere con capitani pesanti come Wiggins e Froome, per i quali ha dovuto sacrificare ogni propria ambizione, anche quando legittima. Ha tutte le potenzialità per trionfare in un grande Giro, e libero da presenze ingombranti in squadra (alla BMC divide i gradi di capitano con l’apparentemente di pari livello Van Garderen) potrebbe trovare la serenità giusta per raggiungere la giusta consacrazione.

- Pinot (25): secondo classificato nell’edizione vinta da Nibali (2014) ha dimostrato di essere migliorato a cronometro e di non aver perso lo smalto in salita. Brutto cliente, è la grande speranza dell’intera popolazione francese. Più di Bardet (80) e Barguil, (200) che forse potranno ambire a un posto nei primi dieci ma poco più.

- Van Garderen (80): parte con le stesse possibilità di Porte, ma con una quota di 80 che lo può trasformare in un attimo nel Kruijswijk del Tour (augurandogli che in tal caso non lo colpisca la stessa cattiva sorte capitata all’olandese). Ha fatto un buon Giro di Svizzera, perdendo un paio di minuti in una tappa di montagna, riscattandosi il giorno successivo vincendo la tappa regina e perdendo un po’ troppo tempo nella tortuosa crono del penultimo giorno. Lo scorso anno ha dovuto abbandonare la Grande Boucle nelle ultime tappe, mentre stazionava tra i primi cinque della Generale, a causa di un virus influenzale che lo ha colpito all’improvviso.

Vincenzo Nibali (31 anni) vincitore del Tour de France nel 2014

I più nazionalisti avranno subito notato la mancanza dei due alfieri italiani più quotati: la coppia dell’Astana Aru (15) e Nibali (25). Non ce ne vogliano i nostri connazionali, ma a detta di chi scrive il primo non ha dimostrato di essere molto in palla nel più recente banco di prova effettuato (Giro del Delfinato): ha vinto una tappa non difficilissima, anticipando velocisti come Kristoff e Bonifazio, mentre sulle vere montagne ha sempre accusato distacchi notevoli. È al suo primo Tour e grazie a una tenacia fuori dal normale può mettersi in mostra e fare una buona classifica, ma ci vorrebbe un’impresa più che straordinaria per poter ambire alla vittoria finale. Nibali invece, nonostante l’esperienza e l’indiscusso bagaglio tecnico di cui dispone, rischia di pagare le scorie fisiche e mentali residue dell’impegnativo Giro d’Italia affrontato, e la consuetudine che al Tour vede sfavoriti e svantaggiati i corridori che solo un mese e mezzo prima hanno corso ad alti livelli la corsa rosa.

Alla strada l’ardua sentenza, pronto a essere smentito dagli sviluppi e dagli eventi (ma anche no, chissà…)!

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