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ITALIANS DO IT BETTER - Un'Italia di altruisti

tour de france

Fino ad oggi, almeno in termini di risultati, si può affermare senza il timore di essere smentiti, che il Tour degli italiani è stato avaro di soddisfazioni. Le ragioni di questa carestia di vittorie le abbiamo già approfondite; ora, vogliamo concentrarci sull’altro lato della medaglia. Perché se è vero che il tabellino che segna i successi è ancora fermo a quota zero, altrettanto vero è, che la vittoria non può e non deve rappresentare l’unico metro di valutazione. Perché, come canta Francesco De Gregori, “non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”. Un giocatore “lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia”. E se per il ciclista valgono gli stessi criteri, allora dobbiamo dire, che se coraggio e fantasia si possono circoscrivere agli sporadici attacchi di Vincenzo Nibali e Matteo Trentin, non si può fare certo il medesimo ragionamento per quanto riguarda l’altruismo. Una caratteristica, un modo di correre e un modo di essere che ha distinto i nostri portacolori in terra di Francia.

Votati al sacrificio più che alla gloria personale, la stragrande maggioranza della compagine azzurra, si è infatti impegnata a promuovere la causa del compagno di squadra più quotato. C’è chi ha dovuto tener fuori dai guai il capitano nelle tappe di pianura (Oss, Quinziato, Tosatto e Bennati, Malori), e chi invece è entrato in azione solo quando la strada saliva (Scarponi), chi è stato pezzo importante del treno di un velocista (Guarnieri), e chi invece ha ricoperto il ruolo del gregario tuttofare. Insomma, anche a seconda delle caratteristiche, ad ognuno di loro sono stati attribuiti compiti diversi. Ma che si tratti di tirare una volata, o di scortare il proprio capitano sulle ruvide pietre di porfido che hanno fatto la storia della Roubaix, l’obbiettivo non cambia: rimane sempre lo stesso. Giacchè, ognuno di loro, spera che i propri servigi possano aiutare la squadra in qualche modo. Perché questa, nella filosofia del gregario, che è altruista per natura, è l’unica cosa che conta.

(foto letour.fr)

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